Questa notte i militanti di Gioventù Italiana - La Destra
hanno deciso di far sentire la sua voce contro la decisione
di chiudere o ridurre le strutture ospedaliere, come il Gallino,
punto di riferimento per il ponente.
La soluzione alla cronica mancanza di liquidità e organizzazione
non si risolve vendendo tutto quello che può dare un guadagno
immediato o privatizzando le strutture.
Stato sociale significa anche servizi sanitari e strutture sanitarie
presenti sul territorio, efficienti e gratuite.
Lo stato sociale non può soccombere dinanzi alla crisi economica
ne' dinanzi alla mal gestione della sanità e del bilancio da parte della regione.
La regione vuole concentrare tutto su Galiera e S. Martino,
eliminando strutture periferiche come Pammatone o posti letto
presso l'ex ospedale di Quarto, importante polo per geriatria e malattie mentali:
basti pensare che il settore geriatria ha visto una riduzione dei posti letto da 120 a 70.
La soluzione non e' questa e La Destra non può tacere davanti allo sfascio della sanità ligure.
La Destra federazione di Genova
Il circolo de La Destra intemelia è lieto di annunciare la costituzione di un proprio nucleo di Gioventù Italiana.
La guida del movimento giovanile è stata affidata a Stefano Satriano, ragazzo di Airole che si è subito messo al
lavoro per creare una realtà organizzata ed attenta alle problematiche della gioventù, in primis quelle relative alla scuola e all’occpuazione.
Dopo aver ricevuto l’importante incarico di segretario giovanile Satriano ha così commentato:
“Ho da subito accettato questo incarico con estremo entusiasmo spinto dalla mia passione per la politica, riconoscendomi
pienamente nei valori della Destra Sociale. Finalmente ho trovato un partito che rispecchia i miei principi, quali equità, valore della Famiglia e Nazionalismo.Spero di poter contribuire
positivamente nell’oganizzare anche sul nostro territorio un forte nucleo giovanile e studentesco.”
Per rimanere informati sulle iniziative dei nuclei di Gioventù Italiana nel ponente ligure è attivo il sito internet www.gioventuitalianaim.tk ed un gruppo su facebook dal nome “Gioventù Italiana Intemelia”
In settimana sono comparsi manifestini dei centri sociali che
annunciavano la vittoriosa occupazione di una palazzina di 5 piani in via dei Giustiniani.
Si annunciava anche l'organizzazione di un concerto, al prezzo "proletario" di €5 per sostenere le spese legali, cito il testo " che i compagni dovranno sostenere in quanto raggiunti da denunce
dell'apparato oppressivo".
A parte il linguaggio che denota che questi signori non sfogliano il calendario da almeno 30 anni La Destra si chiede come la Giunta di sinistra, guidata dalla Vincenzi, non intervenga d'intesa
con il prefetto per sgomberare immediatamente la palazzina.
Bisogna aggiungere che la suddetta palazzina e' stata dichiarata inagibile dal 2006 e per questo evacuata, quindi lo sgombero sarebbe legato non solo a motivi di ordine pubblico, di cui il
sindaco non si interessa minimamente da un lustro, ma legato a motivi di incolumità pubblica, in primis degli occupanti abusivi.
La Destra spera davvero che la giunta non voglia autorizzare la nascita di un nuovo centro sociale nella Superba, solo per potersi aggiudicare una manciata di voti in vista delle elezioni.
Non crediamo che la cittadinanza, autrice delle denuncia, possa capire perché se un commerciante vuole aprire un negozio deve pagare, per ipotesi 500€ al mese più tasse e spese e invece i signori
in questione tranquillamente occupano edifici privati e vi si insediano con il tacito assenso delle istituzioni.
Dove e' finito l'articolo 3 della Costituzione che dice che siamo tutti uguali e dobbiamo avere pari opportunità?
E il rispetto delle leggi?
E' già stata presentata una mozione in sede di consiglio comunale dal consigliere Gianni Bernabo' Brea.
Ma la risposta dell'assessore Bruno Pastorino, che stranamente non si è fatta attendere, fa rabbrividire: l’assessore si complimenta con i centri sociali perché “non hanno bandito il
dialogo”.
Incredibile! Ci complimentiamo con loro perché accettano una
norma fondamentale di civile e democratica convivenza.
Il canone, continua Pastorino, sarà ridotto del 90%, detto in
parole povere noi cittadini pagheremo quel 90%, ma siamo sicuri che tutti i genovesi iano d’accordo?
Si parla di protocollo d’intesa tra comune e centri sociali, ma
perché l’assessore non parla del suo contenuto?
In un accordo ci sono diritti e doveri, il dovere del comune,
ossia i nostri doveri, sono ridurre il canone d’affitto e garantire nuove sedi idonee, ma dei doveri dei centri sociali non ve ne è traccia.
Siamo d’accordo sulla necessità di organizzazioni aggregative per le giovani
generazioni, ma nel rispetto della legge e delle pari opportunità. Cosa che sembra mancare in questo progetto.
La Destra Federazione di Genova
Il segretario regionale di Gioventù Italiana, Francesco Gandolfi, esprime solidarietà nei
confronti della sezione savonese de La Destra, attaccata per l'ennesima volta non più da ignoti questa volta.
Le telecamere di sorveglianza, debitamente segnalate, hanno infatti ripreso i volti di due persone in divisa da agenti della Polizia Municipale, più un altro individuo in abiti civili, intenti a strappare gli adesivi de La Destra affissi sullo stipite della porta.
Assolutamente inaudito che agenti di polizia locale invece che svolgere il loro dovere, per cui sono pagati con i soldi dei cittadini, si dilettino a strappare adesivi di un partito politico in forte crescita a Savona e in provincia, equiparandosi a dei ragazzini con tanto tempo libero.
Confidiamo negli inquirenti già al lavoro sull'accaduto, ma confidiamo anche nel sindaco e nelle forze politiche di sinistra che lo sostengono, affinché condannino gesti che minano la quieta e democratica convivenza.
Alle parole del segretario si aggiungono il segretario provinciale de La Destra Savona, Alberto Viola, i consiglieri comunali de La Destra di tutta la provincia di Savona, in primis Chiara Vignoli e Matteo Scelti.
Una telefonata del segretario nazionale di Gioventù Italiana, consigliere comunale Gianni Musetti, ha subito raggiunto i responsabili locali per esprimere la sua solidarietà e vicinanza ai giovani ragazzi di Destra che da Giugno sono continuamente sotto attacco. A breve ha anche annunciato una sua visita.
Francesco Gandolfi
Segretario Regionale Gioventù - Italiana
Bankitalia vuole far tornare gli italiani a pagare una tassa ingiusta e odiosa come l'Ici? Nulla di nuovo sotto il sole: è tipico del sistema malato e criminale della banche e dell'alta finanza
vivere sulle spalle di cittadini ignari e tartassati di sacrifici e ingiustizie.
Noi pensiamo invece che i sacrifici debba iniziare a farli proprio il sistema delle banche, a partire dalla "nostra" Banca d'Italia: è per questo che questa notte Gioventù Italiana ha
provocatoriamente affisso volantini e striscioni in tutta Italia, di fronte alla sedi locali della Banca d'Italia, recanti tra le altre cose l'elenco di tutti i soci privati di una banca che
dovrebbe essere "di Stato", e quindi pubblica, come in tanti pensano. Si va dall'11,5% di Capitalia al 2,8% della Bnl, dal 27,2% del Gruppo Intesa al 2,5% della Monte Paschi di Siena, ecc. ecc.
ecc.!
Di fatto, la nostra banca "di Stato" - così come tantissime altre filiali europee, Bce compresa - è tutto fuorché pubblica, con tutte le conseguenze del caso, vale a dire interessi
privati che cozzano inevitabilmente con quelli pubblici e collettivi: il risultato? 1.911.807 miliardi di Euro di debito pubblico raggiunti nello scorso luglio (il 118,4% del nostro Pil) dal
nostro Paese! Per avere un'idea di ciò che è oggi il nostro debito pubblico, basti osservare un dato in particolare: ogni bambino che nasce in Italia, ha già qualcosa come 31.000 Euro di debito a
proprio carico!
Questo anche a causa del signoraggio bancario, che è la prima e fisiologica causa del debito pubblico: sono le banche a stampare i nostri soldi, con costi tra l'altro irrisori, e non lo Stato;
quest'ultimo è costretto quindi ad acquistarli dalle banche a un prezzo maggiore del loro effettivo valore: ne deriva che il debito pubblico non si estinguerà mai, almeno finché non sarà lo Stato
stesso a battere moneta.
Quello che vi abbiamo descritto è un sistema iniquo e criminale, che riduce popoli e stati alla fame: ma scendere in piazza non basta, serve riaccendere il cervello, servono proposte concrete,
serve seguire l'esempio della rivoluzione islandese, della quale i media nostrani non hanno mai parlato, che ha nazionalizzato le banche ed azzerato il debito pubblico di un Paese che era sul
lastrico, soffocato da speculatori e usurai avversi all'interesse nazionale.
Chiediamo più sacrifici per le banche, più lotta ai grandi evasori, e meno tasse sui cittadini! A pagare siano i veri colpevoli della crisi economica: banche private e alta finanza!
Gioventù Italiana
La Segreteria di Gioventù Italiana Liguria
Bankitalia vuole reintrodurre una tassa odiosa come l'Ici? Nulla di nuovo sotto il sole, è tipico del sistema malato e criminale delle banche vivere sulle spalle di cittadini soffocati da
ingiustizie e soprusi. È ora che i sacrifici li inizi a fare il sistema bancario, a partite proprio dalla "nostra" Banca d'Italia: per questo motivo
nella nottata i ragazzi di Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra, hanno provocatoriamente affisso uno striscione davanti all'ex sede imperiese della Banca d'Italia, accompagnato da
alcuni volantini esplicativi.
Analoga azione dimostrativa è stata contestualmente compiuta dal movimento in numerose città Italiane.
Forse non molti sanno che, di fatto, la Banca Centrale Italiana - così come tantissime altre banche centrali europee, BCE compresa – non è affatto pubblica (nonostante il nome ingannevole) ma è
assolutamente privata, con la conseguenza di un inevitabile conflitto tra interessi pubblici e privati. Il risultato di questa incredibile situazione è l'abnorme debito pubblico accumulato negli
anni dallo Stato italiano (circa 1.900.000 miliardi di Euro); in pratica ogni bambino che nasce oggi in Italia ha già qualcosa come 31.000 Euro di debito a proprio carico!
Un altra causa fisiologica dell'aumento del debito pubblico è sicuramente il signoraggio bancario: sono le Banche Centrali a stampare le banconote e non lo Stato, quest'ultimo è costretto quindi
a prenderle in prestito oneroso dalle banche ad un valore di gran lunga maggiore del loro effettivo costo di produzione; la differenza tra il costo che le banche affrontano per la produzione del
denaro ed il valore nominale e di facciata che esso andrà poi ad assumere è chiamato signoraggio. L'effetto principale di questo sistema iniquo ed usurocratico che riduce i popoli alla fame è
l'inestinguibilità del debito pubblico; questo potrà essere estinto solo con la riappropriazione da parte dello Stato della sovranità monetaria, ossia con il ritorno di questo a battere moneta
propria.
È venuto il momento di alzare la testa e di aprire gli occhi, non ci faremo strozzare dal cappio dell'usura!
Chiediamo più sacrifici per le banche e meno tasse sui cittadini! A pagare siano i veri colpevoli della crisi economica, ovvero banche private ed alta finanza!
GIOVENTU ITALIANA CON LA DESTRA - IMPERIA
Tel. 366 4052259
Operai del comune mandati dal sindaco a disegnare strisce blu invece che pulire i letti dei fiumi e i tombini
Questa mattina il nostro addetto stampa de La Destra aveva scritto un comunicato per denunciare che la giunta Vincenzi aveva mandato nei giorni scorso gli operai del comune a disegnare le strisce
blu a S. Fruttuoso anziché pulire i tombini e i letti dei fiumi.
Evidentemente l’esperienza non insegna nulla, la settimana scorsa nello spezzino, ottobre dell’anno scorso a Sestri Ponente.
Perché non sono state prese le misure necessarie per evitare sette morti e danni ingentissimi che metteranno in ginocchio commercianti e gente comune come noi?
Perché la giunta si occupa di assicurarsi delle entrate da dei parcheggi peraltro abusivi piuttosto che impegnarsi per evitare la tragedia che stiamo vivendo?
Chi sono i responsabili? Chi di loro riuscirà questa notte a dormire sonni tranquilli avendo sulla coscienza il dramma della sesta città italiana?
Siamo consapevoli che la quantità d’acqua scesa e’ assolutamente eccezionale, tuttavia era da più di due giorni che si sapeva dell’allerta e forse si sarebbero potute chiudere già venerdì le
scuole.
Se i responsabili sono sindaco e giunta che provvedano ora in una situazione di emergenza a gestire i soccorsi, ma che poi corrano a Palazzo Tursi per scusarsi con la popolazione e per sottoporsi
al suo giudizio.
Ovviamente La Destra esprime solidarietà, per quel che può servire, alle famiglie delle vittime.
La Destra
Federazione di Genova
ATTIVITA RECENTI
- ricerca fondi per apertura centro di aggregazione cittadino
- consolidamento gruppo dei ragazzi a Genova, in particolare con l'inserimento di nuovi simpatizzanti
- piena collaborazione con La Destra Genova per i prossimi banchetti per la raccolta firme OMICIDIO STRADALE
- organizzazione volantinaggi davanti a scuole superiori
- preparazione documento programmatico contro la crisi delle Università
Abbiamo fatto una carta postepay per poter pagare le nostre piccole grandi spese (sede, manifesti, fotocopie, e quant'altro). Alcuni di
noi hanno già versato un loro contributo e spero che anche gli altri facciano altrettanto. Dobbiamo versare qualche centinaio di euro all'anno a testa per poterci permettere la
sopravvivenza.
Gli estremi per versare il denaro sono :IL CODICE FISCALE DELLA PERSONA ...CHE VERSA IL DENARO + il codice della carta che è
4023 6006 1070 0470.
Provvisoriamente useremo questo sistema... in seguito, vedremo di riuscire ad aprire un vero e proprio conto con tanto di interessi ecc. Logicamente, è necessario il contributo di tutti.
Cordialità.
Segreteria Regionale Gioventù Italiana Liguria
La scuola italiana, in modo particolare la scuola secondaria, sia inferiore che superiore, soffre da parecchi anni, ma in maniera più
acuta da 5 anni, di una crisi che investe gli aspetti didattico, logistico-organizzativo, di qualità e quantità del personale docente e non, ma soprattutto quello dell’investimento di risorse
economiche per il settore. Lo studente, essendo sempre soggetto passivo in Italia di qualsiasi decisione, non decisione o persino dimenticanza od omissione da parte delle varie dirigenze
politiche, dei vari governi e ministri succedutisi, non ha quasi mai la possibilità né i mezzi per poter contrastare concretamente decisioni imposte dall’alto. Ma lo studente, per essere
partecipe, attivo nell’ambiente che per molti anni rappresenta la sua seconda casa, se non -per alcuni- persino la prima, dovrebbe poter essere seguito e orientato nelle scelte da intraprendere,
sia per il proprio futuro lavorativo -secondo le proprie attitudini e abilità (senza che queste siano condizionate così fortemente, come avviene oggi, dalla convenienze economiche di una
professione rispetto a un’altra), come vorrebbe anche la Costituzione del nostro Paese-, sia per acquisire consapevolezza e senso critico per poter contrastare ideologicamente ciò che non va bene
ai loro occhi nell’ambiente scuola, per poter diventare soggetti attivi e propositivi nei confronti della classe dirigente. Acquisire insomma i mezzi intellettivi per potersi inserire numerosi e
soprattutto preparati a livello politico al fine di sostenere dialoghi costruttivi con le “alte sfere”, sia locali (Provveditorati) sia nazionali (Ministero e Commissioni), che fino a ora hanno
deciso totalmente o quasi delle loro sorti e della gestione del loro ambiente. Un esempio banale: se più studenti ritengono con oggettività e con prove robuste che un docente non svolga o non sia
in grado di svolgere il suo incarico sotto ogni aspetto (didattico, pedagogico, psicologico, comportamentale, ecc.), deve poter esigere verifiche immediate dell’operato del docente stesso presso
gli organi competenti.
I problemi che interessano gli studenti medi sono molti, basterebbe interpellarne alcuni per rendersene conto; e si deve
partire da quei problemi che, nel 2011, in un paese occidentale fortemente industrializzato e ritenuto ancora tra i
più progrediti del pianeta come l’Italia, non dovremmo aspettarci e non dovremmo porci, almeno in teoria. Uno di questi riguarda le strutture e le infrastrutture degli edifici scolastici: la
penuria delle risorse finanziarie concesse alla Pubblica Istruzione è arrivata al punto tale che i Dirigenti scolastici di molte scuole non hanno i fondi per far operare ristrutturazioni e
manutenzioni ordinarie dei locali in cui sono ospitati studenti e personale, con l’ovvia, conseguente violazione della legge 626 sulla sicurezza, sulla garanzia di incolumità all’interno di tutti
i luoghi pubblici e lavorativi; per non parlare della “regolare” mancanza di attrezzature adeguate per il trasporto, lo spostamento e l’accoglienza di studenti variamenti disabili e della
costante presenza di barriere architettoniche mai abbattute. Questi casi avvengono nella maggior parte delle scuole, persino nel più ricco, progredito e tecnologico Nord Italia. Se vengono meno
tutte queste cose, che dovremmo dare per scontate e già da tempo ottenute come puri e semplici diritti, come si potrà parlare, se non solo a livello puramente utopistico e retorico, di una scuola
italiana dotata di attrezzature informatiche avanzatissime, laboratori fisici, chimici, linguistici all’avanguardia e allineati sul livello di quelli dei maggiori Paesi occidentali? Come si
potrà, senza questi mezzi avanzati e richiesti dal mondo del lavoro odierno, ma con altri obsoleti o persino assenti o non funzionanti, a formare una futura classe competitiva di professionisti,
periti e tecnici?
Altro tema scottante è quello della carenza di personale, docente e non docente. La riduzione di segretari amministrativi e
operatori scolastici (quelli che venivano chiamati bidelli) influiscono sull’efficienza di base da fornire agli studenti e alle famiglie, complicando e allungando anche i tempi delle pratiche
burocratiche, oltre che di semplici servizi di assistenza e pulizia dei locali scolastici, compito ormai demandato a ditte private (e non è forse più costoso?), di cui non sempre la scuola, con i
suoi pochi fondi, può disporre. Verrà di conseguenza a mancare l’igiene minima richiesta. Si può anche aggiungere l’oramai regolare assenza nelle strutture scolastiche di medici e psicologi,
figure che dovrebbero essere garantite sia sotto l’aspetto sanitario di base sia sotto quello dell’assistenza e del
monitoraggio della salute mentale di persone in età critica e in corso di rapida evoluzione e di loro eventuali disagi. Quest’ultimo aspetto è totalmente demandato alle famiglie, senza che esse
possano essere orientate e veicolate al riguardo.
Si chiede poi ai Dirigenti scolastici, cioè ai Presidi, di essere managers della Scuola odierna, dei tuttofare che
all’improvviso si trovano a gestire un istituto di formazione, cultura, didattica e crescita personale e sociale come se fosse un’azienda con impiegati un po’ confermati, un po’ no (specialmente
i supplenti) e con un bilancio e un budget da non sforare; per non sforare questo tetto, sono spesso costretti a rinunciare a chiamare i supplenti dove ce n’è bisogno, lasciando
impressionanti buchi alla didattica anche per parecchie settimane. Chi ci rimette? Senz’altro gli studenti, ma anche i professori “per caso”.
Altro problema scottante, che dovrebbe essere concertato tra Ministero, studenti e famiglie e case editrici, è quello del cosiddetto
“caro-libri”: troppo spesso vengono cambiate da un anno all’altro edizioni di testi che rimangono sostanzialmente identici contenutisticamente, ma che variano solo “esteticamente” (colore
copertina, materiale cartaceo più elegante o patinato, aggiunta di elementi del testo non influenti sulla didattica, ecc.), giustificandone l’aumento cospicuo e costante dei prezzi e riducendo
sensibilmente la possibilità dello scambio dell’“usato”. Anche i sussidi di libri gratuiti forniti alle famiglie non abbienti direttamente dalle scuole sono notevolmente decaduti, in quanto sono
state abbassate le soglie reddituali delle famiglie che ne possono godere e sono stati persino ridotti i fondi alle scuole stesse per poterli acquistare e distribuire.
La riduzione del personale docente, invece, è un problema duplice: va a discapito di studenti e professori stessi. Si hanno
sempre meno classi e sezioni, di conseguenza si avranno classi sovraffollate o con un numero di studenti comunque troppo elevato per poter permettere ai docenti di completare adeguatamente il
loro compito didattico e programmatico, dovendo rincorrere date e scadenze per inserire i voti nelle caselle di un registro sempre più folto di ragazzi da interrogare e da valutare con
verifiche scritte in classe. Paradossalmente, meno programmi e contenuti da verificare, ma più voti e tempo
da impiegare per compilare e consegnare le valutazioni. I docenti stessi, potendo fare di meno e sottoposti al continuo rischio della precarietà e della non conferma del proprio posto di lavoro,
non potranno più, di conseguenza, fornire la motivazione giusta agli alunni perché fortemente demotivati loro stessi; la qualità del lavoro che svolgono, sempre più ridotto e accorpato come le
classi che dirigono, la frammentarietà e la continua dispersione cui sono costretti dallo spezzettamento degli orari cui sono costretti anche in più sedi distanti tra loro non può che risentirne
in maniera negativa sotto ogni aspetto (compresa la propria autostima) e soprattutto non può che risentirne la preparazione dello studente italiano, sempre più in difetto nella competizione con
quello di altre Nazioni come Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Svezia, Danimarca, Norvegia, USA, ma anche di altre in via di sviluppo o che sono sempre state indietro rispetto a noi.
Che l’Italia investa poco sull’Istruzione è risaputo, ma un dato diffuso pochi giorni fa dall’OCSE (Organizzazione che raccoglie i dati dei 34 principali Paesi sviluppati, democratici e con
un’economia di mercato) recita così: dal 2000 al 2009 i salari dei docenti sono diminuiti dell’1%, mentre nel resto dell’area OCSE sono aumentati mediamente del 7%. Dal rapporto OCSE l’Italia
esce male anche alla voce “investimenti” per l’istruzione: 29° posto su 34; nel 2008 il nostro Paese ha riservato alla scuola il 4.8% del PIL: 1,3% in meno della media dei Paesi OCSE (6,1%).
Dietro di noi solo Slovacchia (4%) e Repubblica Ceca (4,5%). Se andiamo poi a toccare il tasto Università e dell’occupazione, l’OCSE ha rilevato che l’Italia ha generalmente un 5% in media in
meno di laureati con un lavoro rispetto agli altri Paesi OCSE; i diplomati italiani sono il 70,3% tra i 25 e i 34 anni (media OCSE 81,5%), mentre i laureati nella stessa fascia d’età sono il
20,2% (media OCSE 37,1%). Come possono sorprendere dati simili, se non si offrono incentivi e garanzie di lavoro stabile dopo anni di studio e uno stipendio adeguato? Per non parlare della
richiesta ormai costante da parte di aziende e altri enti di tempi di tirocini ed esperienza pratica nel settore di competenza sempre più lunghi,
che Scuola e Università non sono in grado di garantire adeguatamente in stretto connubio con gli studi
puramente teorici.
Non è qui la sede per parlare anche dei problemi della “nuova Università” italiana e delle critiche da muovere alla Legge Gelmini del
dicembre 2010, specialmente in tema di reclutamento e valutazione dei futuri ricercatori e docenti, ma presto sarà il caso di farlo con cura, con un analisi che entri nello specifico. C’è molto
da lavorare, sia nella Scuola che nell’Università, per apportare idee e necessari e urgenti miglioramenti; ci sono anche brillanti e giovani menti che sarebbero in grado di compiere tutto ciò. Ma
nulla è possibile e tutto cade nel vuoto senza gli stanziamenti economici sufficienti per farli.
Questa mattina si è svolta presso la Sala dei Comuni del palazzo provinciale di Imperia la conferenza stampa
de La Destra e dell’Ass. Spazio Avalon per presentare la mobilitazione relativa alla proposta di legge di inizativa popolare per l’introduzione del reato di omicidio stradale.
Alla conferenza stampa, oltre ai responsabili delle due sigle promotrici, ha preso parte l’Assessore Provinciale alla viabilità Giacomo Raineri che ha sposato con entusiasmo la
proposta di legge de La Destra apponendo la prima firma sulla relativa petizione.
Dichiarazioni di Valerio Ramini, Segretario Prov. La Destra Imperia
Nei mesi passati il nostro partito politico ha presentato per primo una proposta di legge di iniziativa popolare sull’omicidio stradale pubblicata sulla G.U. n°142 del 21
Giugno 201. Nonostante il Governo si sia impegnato con alcune dichiarazioni del ministro Maroni ad emanare un decreto legge in tal senso in tempi brevi, la nostra proposta risulta di fatto
bloccata: ad oggi infatti non abbiamo alcun tipo di riscontro concreto su quanto promesso e, di conseguenza, abbiamo deciso di organizzare una serie di iniziative sul territorio al fine di
sollecitare le istituzioni competenti ad accellerare l’iter burocaratico previsto.
Da oggi grazie all’Impegno de “La Destra” e dell’Associazione di Promozione Sociale “Spazio Avalon” prende il via anche sul territorio della nostra provincia la raccolta delle 50.000 firme
necessarie per poter presentare la proposta di legge in questione.
Per dare maggiore spessore alle nostre iniziative abbiamo interpellato l’assessore provinciale alla viabilità Giacomo Raineri affinché, grazie alla sua autorevolezza ed alla sua competenza
in materia, possa supportare questo nostro progetto e farsene portatore presso le istituzioni
Dichiarazioni di Daniele Caroleo, Responsabile Prov. della mobilitazione per l’omicidio stradale
La proposta di legge per l’introduzione del reato di omicidio stradale nell’ordinamento giuridico vigente si colloca in un contesto dove, sostanzialmente, non esiste un’autonoma ed adeguata
considerazione di tale fenomeno. Con questa proposta si intende quindi colmare quella che viene sentita come una vera e propria lacuna normativa inaccettabile. In tale ottica
diventa determinante incidere sull’entità della pena e sulle misure che ne garantiscono l’immediata efficacia. Negli ultimi anni si è assistito a coraggiosi tentativi giuridici che hanno tentato
di inquadrare non più come colposo l’omicidio riconducibile all’infortunistica stradale, individuando un diverso, e più grave, atteggiamento psicologico dell’autore che, in presenza di ben
particolari presupposti, come lo stato di ebbrezza o l’alterazione determinata dall’uso di sostanze stupefacenti, si sia comunque posto alla guida di un veicolo, accettando implicitamente il
rischio di produrre un pericolo potenziale alla sicurezza della circolazione e di provocare la morte di altre persone. Per rendere immediatamente intellegibile l’intento di
tale proposta, vanno innanzitutto sottolineati alcuni aspetti importanti. Bisogna evidenziare, infatti, che il fenomeno dell’infortunistica stradale ha assunto dimensioni e forme tale da
necessitare un decisivo cambio di impostazione, privilegiando la parola “omicidio” a tutto ciò che residualmente lo caratterizza. Inoltre, al momento, c’è un’oggettiva difficoltà ad individuare
un discrimine netto tra il dolo indiretto e la colpa con previsione nel caso di morte o lesioni collegate a scontri stradali causati da individui sotto effetto di alcol o droga.
Per questa serie di motivi, e non solo, si rende necessaria una proposta di legge, come quella de La Destra, che si caratterizza di far rientrare tale fattispecie non tra i
reati contro la persona, bensì contro l’incolumità pubblica, visto che questa categoria di reati sono sempre e solo dolosi. Il bene giuridico, infatti, viene tutelato anche quando viene messo
semplicemente in pericolo. In pratica si andrebbe ad introdurre un reato nuovo rispetto ad altre, comunque lodevoli, proposte simili, che andrebbe a punire chiunque conduca un
veicolo in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e compie tali atti ponendo in pericolo la pubblica incolumità, ovvero distrugga o danneggi impianti o cose di pubblica
utilità. Si introdurrebbe inoltre un ulteriore paragrafo che prevede l’aumento della pena prevista se il reato viene commesso nei confronti di categorie di cittadini più fragili, come i minori,
le donne in stato di gravidanza o persone che si trovano in condizione di deficienza psichica o motoria. Comunque, per ulteriori ragguagli o per leggere nel dettaglio la proposta di legge,
basterà visitare il sito internet www.ladestraimperia.tk.
Finalmente l’assessore alla sicurezza, Scidone, il 20/09 ha ammesso che a Genova ci sono dei seri problemi di
sicurezza.
Ma per farglielo ammettere c’è stato bisogno di una notte di follia a Sampierdarena con accoltellamenti, assalti ai bus
come se fossero diligenze del far west e disordini di ogni tipo provocati dai sudamericani irregolari che hanno colonizzato il ponente.
Sono ormai anni che il nostro consigliere comunale, Gianni Bernabò Brea, denuncia il degrado e il senso di insicurezza
patito dai cittadini.
Mai una risposta dal comune, ma tante dal crimine: da una parte politici corrotti che si fanno aiutare dai camorristi
per essere eletti, dall’altra parte prostitute di giorno nei vicoli a due passi da Palazzo Tursi e di notte alla Foce e a Carignano e furti sui mezzi pubblici in aumento.
Come ha riconosciuto lo stesso Scidone si sta per raggiungere il livello dei reati conteggiati ad aprile 2010, insomma
un quadro tutt’altro che positivo: le risposte, come il divieto di vendita di alcolici dopo una certa ora, sono del tutto insufficienti e altre, come il presidio fisso della polizia locale
davanti alla commenda di Prè, resta per ora un’utopia dato che la municipale non sembra una frequentatrice assidua di quella zona o forse semplicemente si è persa per strada.
Il comune scarica la responsabilità sul tribunale che non ha soldi per mandare i ragazzi in comunità e li rimette in
libertà, ebbene noi de La Destra proponiamo di smettere di pagare le bollette ai centri sociali e il mantenimento dei campi rom, così da far risparmiare i cittadini.
Per la sicurezza La Destra ritiene opportuno impiegare i militari operativi a Genova per pattugliare in forze il centro
storico, notte e giorno e metterli in pianta stabile su obiettivi “sensibili” come la commenda, Sampierdarena e stazioni ferroviarie.
Risposte concrete a problemi di tutti i giorni, ecco la soluzione targata La Destra Genova.
Segreteria Regionale Gioventù Italiana Liguria
Genova 20 Settembre
“Il momento di crisi non solo economico, ma anche identitario e culturale della nostra Nazione, aggravato dal sistema mondialista che tende alla omologazione dei popoli al servizio del consumo,
ha determinato da un lato la frammentazione politica, ideologica e sociale in molte anime, ma dall’altro ha incentivato ad una forte presa di coscienza del ruolo degli antagonisti che da
sempre
preannunciavano questo periodo. L’orizzonte che si staglia di fronte alle nuove generazioni italiane, è caratterizzato da paure, incertezze e da un diffuso senso di precarietà. A fronte di tutto
ciò emerge l’esigenza di una maggiore coesione da parte dei movimenti che da sempre hanno rappresentato la destra sociale giovanile italiana in questo scenario di torpore e di assopimento
generazionale. Non si tratta di una convergenza di natura politico-elettorale, ma è la volontà di costruire qualcosa di duraturo e definitivo, non mirando al raggiungimento di eventuali obiettivi
nell’immediato, ma di una sfida che dovrà cambiare il modo di pensare delle future generazioni. Tutto questo si sintetizza in un’unità di pensiero ed azione che vuole vedere i due
rispettivi
movimenti giovanili protagonisti del nostro tempo sulla scena nazionale, come è stato ieri, come è oggi e soprattutto come sarà domani. Nella certezza che l’Italia ha sempre dato il meglio di sé
quando i giovani si sono proposti come motore della storia cambiando le sorti del proprio e del nostro futuro così come fu l’unità d’Italia, allo stesso modo oggi mettiamo in discussione i
tradizionali stereotipi della partitocrazia per unire in un’unica comunità d’intenti le energie sane delle giovani e gagliarde generazioni italiane. Considerando che quanto precedentemente
affermato sia di input e di slancio per la realizzazione dei comuni obiettivi. Nella convinzione che questa iniziativa possa essere di stimolo a una maggiore riflessione e convergenza
per entrambi i soggetti politici che ci
rappresentano”.
Nell’incontro che ha sancito un gemellaggio stabile e forte tra i movimenti giovanili de La Destra e della Fiamma Tricolore erano presenti i rispettivi Segretari Nazionali, Gianni
Musetti e Dennis Scotti, Alessandro Balocco, Coordinatore Nord Italia di Gioventù Italiana, Irene Maniscalco, Segretario Regionale
della Liguria di Gioventù Italiana e Francesco Gandolfi, Responsabile Organizzativo della Liguria di Gioventù Italiana.
Addetto Stampa
Giuseppe Sarra
Ad oggi i genovesi hanno bisogno di due cose: parcheggi e poche tasse.
Una buona amministrazione comunale risponderebbe subito alle esigenze dei cittadini forzando la azienda dei trasporti pubblici a non rincarare il prezzo del
biglietto o smettere di pagare la bolletta della luce ai centri sociali.
La giunta Vincenzi invece risponde aumentando la tariffa delle zone blu, aumenta le aree di sosta a pagamento e riduce una via principale come corso Italia da due a
una corsia.
La sosta nelle onnipresenti blu area ammonta alla follia di 2.50€/ora, una tariffa che non esiste in nessun’altra città italiana, e non contenti di questa anomalia
hanno anche provveduto a estendere le zone blu anche a quel “polmone bianco” di san Fruttuoso.
Ecco la ragione dello striscione di Gioventù Italiana - La destra, affisso questa sera presso il ponte monumentale, denunciare la lontananza di questa giunta dai
propri concittadini.
Non siamo limoni da spremere, ma persone da valorizzare, questo dovrebbe diventare il motto di tutti i cittadini genovesi, di cui saremo orgogliosi di farcene
ambasciatori in consiglio comunale, grazie al nostro consigliere Gianni Bernabò Brea.
Nella notte di Domenica presso l’ex colonia di Rovegno si è consumato un rave party, che di “party” ha veramente poco, infatti si è concluso con la morte di un giovane e il ricovero
di una ragazza al San Martino per abuso di sostanze stupefacenti unite all’alcool.
Non riusciamo a capire perché non si sia intervenuti preventivamente per evitare il rave, ma soprattutto non ci capacitiamo di come l’amministrazione comunale di Rovegno non si sia
ancora attivata per ristrutturare e riconvertire la struttura dell’ex colonia, che a detta delle educatrici che ci lavorarono era una struttura all’avanguardia ed efficiente, luogo di
educazione e svago per bambini e non di vandalismo e morte.
Senza contare che nella terra antistante la colonia giacciono centinaia di soldati barbaramente giustiziati al termine della seconda guerra mondiale, con la colpa di indossare la divisa
della Repubblica Sociale Italiana, commemorati ogni mese di Maggio dalle associazioni reduci RSI e da noi de La Destra – Gioventù Italiana.
Oltre a non capire il disinteresse dimostrato dall’amministrazione comunale, non capiamo come dei ragazzi come noi di Gioventù Italiana possano scegliere di vandalizzare una struttura,
di darsi appuntamento per drogarsi a tal punto di mettere a repentaglio la propria stessa vita.
La Destra – Gioventù Italiana pertanto si attiveranno inviando una lettera all’amministrazione comunale per sollecitare la ristrutturazione dell’ex colonia o per lo meno la sua messa in
sicurezza tramite adeguata recinzione per evitare intrusionic non autorizzate.
La Destra – Gioventù Italiana Liguria.
L’operato di “SuperMarta” è sotto gli occhi di tutti. E ci sembra fin troppo banale criticarlo.
Ma Genova è una città assai estrosa, si sa: si vuole scoraggiare il trasporto privato (telecamere, fotografie, multe, divieti, aree blu, e quant’altro) e, per
contro, che si fa? Beh, ovviamente, AMT, invece di approfittarne per rilanciarsi, adotta una politica passiva (con prezzi a dir poco inquietanti) e rivoluziona (senza nessun criterio) le corse
dei mezzi pubblici.
Prendiamo in esame, per esempio, la Val Bisagno: il 48 parte da Molassana e, invece di passare dal centro città, va a San Martino. Qualcuno ci dovrà spiegare il
senso di questa scelta. Ammesso che un senso ce lo abbia.
A quanto ci risulta, AMT percorrerà 2.000.000 di chilomentri in meno all’anno. Risparmierà, cioè, in carburante, assicurazioni, stipendi, riparazioni dei mezzi,
pneumatici ecc, ecc. Ma quale incasso avrà se il suo servizio è sempre più carente e, dunque, sempre più inviso ai cittadini?
Già: chi pensa ai cittadini? Poniamo il caso di abitare ad una decina di chilomentri dal centro (quindi a Molassana, o a Cornigliano, o a Nervi, per esempio) e di
dover andare in centro:
1) andando con lo scooter (con il quale
si impiegherebbe una decina di minuti) non c’è posteggio;
2) andando con l’automobile (con la
quale si impiegherebbe una ventina di minuti) non c’è posteggio;
3) andando con l’autobus, si dovrebbe
correre ai ripari chiedendo una mezza giornata di ferie e comprando una buona dose di stupefacenti. Sì, stupefacenti, avete capito bene: perché, per salire sugli autobus, ci vuole essenzialmente
un coraggio oltreumano. Negli autobus, infatti, la puzza è di quelle insopportabili e, come se non bastasse, c’è sempre qualcuno che ti spinge o che guarda se può rubarti qualcosa. Insomma,
prendere l’autobus è una specie di “Odissea contemporanea”.
Tornando a parlare della nostra cara SuperMarta e del suo operato riguardo alla viabilità, come possiamo non parlare della “nuova” via XX settembre, appositamente
rivista e corretta in edizione “fabbrica-multe”?
Tutti, infatti, avrete notato come il tratto più in alto della principale arteria genovese (ci riferiamo a quel tratto in cui, per
Euroflora, era stata sfoggiata quella cosa con l’erba ed i vasi… che qualcuno ha osato chiamare “rambla” ma che a noi sembrava nulla più che un’aiuola) sia diventato terra di conquista da parte
degli agenti di polizia: non abbiamo nulla contro chi svolge il proprio lavoro con diligenza. Ma non ci va giù il fatto che il nuovo (ed immotivato) divieto sia segnalato con un misero
Che la criminalità organizzata abbia invaso le strade della nostra città non è affatto una novità. Basta mettersi un paio di scarpe ai piedi, fare due passi, ed
osservare: le prostitute battono sempre accanto allo stesso lampione, come se “qualcuno glielo avesse affittato”; “vu cumprà” stazionano indisturbati, con le loro sacche senza fondo, “alla Mary
Poppins”, in ogni angolo della città; nord-Africani, armati di unghie vomitevoli e di denti d’oro, attendono agli angoli delle strade, Italiani a cui vendere felicità sottoforma di polvere bianca
o di chissà che altro.
Già, ad Italiani. Siamo noi, noi Italiani, proprio noi, a finanziare tutto questo con le nostre inappaganti scappatelle a pagamento, o con il nostro Moncler
difettoso e cucito un po’ alla buona, o con le nostre banconote arrotolate ed i nostri nasi arsi.
Vincenzi e Burlando hanno scelto parole allarmanti del tipo: “molti negozi chiudono perché viene richiesto il pizzo”; “la piovra coinvolge tutta la Liguria ed
allunga i suoi tentacoli fino al basso Piemonte”.
Ma la domanda è, e non può non essere: “se i vari Burlano & Vincenzi & Co vedono, allora perché tutto ciò continua, continua, continua e continua? Perché si
resta ad osservare? Che cosa si aspetta”. Ah, già, dimenticavamo: dimenticavamo che “la mafia non si può negare sennò ci mangia”: non è vero, Burlando? Alla faccia dell’amministratore!!!
Possiamo consolarci con la commissione antimafia (toh, una task force? una lobby?) guidata da Pisanu, che arriverà tra il 25 luglio ed il 27 luglio? Possiamo
davvero essere tanto arroganti da poter aspettare e sperare? No, affatto. No, affatto, se siamo buoni cittadini e se si è buoni amministratori.
Per ora, noi di Gioventù Italiana ci limitiamo a segnalare che il nostro partito, La Destra, è immune da ogni possibile accusa: e non è un vanto (sarebbe triste
vantarsi di non essere mafiosi), ma solo una constatazione.
Essere puliti, purtroppo, è diventato un’eccezione. Ed i consiglieri che rispondono ai nomi di Aldo Praticò (consigliere comunale, Pdl), di Alessio Saso
(consigliere regionale, Pdl), di Vincenzo Moio (ex vicesindaco di Ventimiglia, ex An, ora Pdl) potrebbero saperne qual cosina, ma speriamo vivamente che tali politici siano immuni dall’aver
commesso reati o di essersi collusi con la malavita organizzata.
Gioventù Italiana – La Destra si è impegnata, si impegna, si impegnerà contro ogni tipo di delinquenza.
A.F. per Gioventù Italiana Liguria
Ieri sera il vice segretario regionale de La Destra, Federico Mallucci, ha fatto visita alla federazione di Savona trovando che con le amministrative di Maggio ha
potuto riabbracciare la sua vocazione territoriale, ripartendo dalle realtà laddove è possibile un contatto più diretto con i cittadini.
Mallucci si è dichiarato favorevolmente colpito dal lavoro svolto dai militanti per ricostruire La Destra nel savonese, una vera destra nazionale e sociale che si
batte seriamente per i problemi dei cittadini, quali la mancanza e il cattivo stato di manutenzione delle abitazioni popolari di Savona, tema che da oggi sarà prioritario nell’agenda de La
Destra.
Il segretario provinciale Viola ha ufficialmente comunicato l’imminente apertura di una sede nella città di Savona, in aggiunta a quella già esistente di Finale
Ligure, in modo che possa diventare scuola di cultura e valori soprattutto per il folto movimento giovanile che La Destra sta coltivando nel capoluogo di provincia.
Nei prossimi mesi si darà avvio a una nuova campagna affissione in tutta la provincia, soprattutto nelle zone guidate dai nuovi
coordinatori, che da oggi permetteranno un contatto ancora più diretto con la cittadinanza.
Gioventù Italiana si dissocia dalle parole di Gianni Plinio pronunciate al termine della messa celebrata in suffragio di Giorgio Almirante.
Il sig. Plinio al termine della funzione ha intrattenuto i partecipanti con una breve storia di chi era Giorgio Almirante: il problema non è ciò che ha detto, ma la
sua presenza come oratore, che fa pensare subito alla ricerca di un palcoscenico o altare che si voglia per farsi pubblicità in vista delle comunali del prossimo anno, o comunque per rialzarsi
dopo il fiasco alle elezioni regionali.
Non sembra giustificabile il suo intervento solo perché ex militante del Movimento Sociale, la chiesa dove si celebrava la messa era piena di ex missini, anzi forse
sarebbe stato più opportuno far parlare qualcuno di esterno alla politica, cosa che non risulta per il signor Plinio.
Gioventù Italiana Genova non si limita a criticare, ma propone delle vere soluzioni e si attiverà entro la settimana per far presente agli organizzatori tale
disappunto, provato anche da molti dei partecipanti, e proporrà che dal prossimo anno a ricordare la vita di Giorgio Almirante sia uno storico, sicuramente più qualificato di tutti noi.
Onde evitare polemiche sterili si precisa che Gioventù Italiana stima Plinio e tutti i politici che si battono per una causa, tanto è vero che fu proprio un nostro
militante a segnalare la presenza in corso Gastaldi della scritta “Plinio appeso” e grazie a tale segnalazione il comune si adoperò alla rimozione.
L’oggetto di critica non è dunque la presenza di Plinio alla funzione religiosa, ci mancherebbe altro, ma la strumentalizzazione
della commemorazione ad opera dell’ex consigliere regionale.
Sono parole forti quelle sugli striscioni de la Destra (a Savona all’altezza del Priamar) affissi ancora una volta in contemporanea su tutta la regione, ma forte è
anche lo sdegno nei confronti del governo brasiliano e di Cesare Battisti.
Il paese sudamericano vergognosamente non adempie ai propri doveri internazionali estradando un criminale pluriomicida, adducendo come pretesto che “il Battisti
sarebbe perseguitato per le sue idee politiche”, come se fosse l’Italia il paese in difetto solo perché chiede di poter fare giustizia.
Cesare Battisti non è uomo, se lo fosse avrebbe affrontato i processi a suo carico in questi anni e ora verrebbe a pagare il suo debito con la società
italiana.
Vogliamo ricordare a tutti coloro che hanno speso una parola in difesa di questo criminale che Battisti apparteneva al gruppo Proletari armati per il comunismo, che
come dice lo stesso nome non erano la CARITAS, ammazzavano a sangue freddo tutti coloro che collaboravano con l’amministrazione penitenziaria, come il maresciallo Antonio Santoro, Andrea
Campagna, agente della DIGOS.
Uccise anche Pierluigi Torregiani e Lino Sabbadin, gioielliere e macellaio, colpevoli di aver reagito a una rapina.
Caro governo brasiliano e cari sostenitori di Battisti andate a chiedere ad Alberto Torregiani, che vive su una sedia rotelle da
quando rimase ferito nell’attentato mortale al padre ad opera di Battisti, se l’estradizione è giusta o nò
La segreteria regionale di “Gioventù Italiana” è orgogliosa di ringraziare i suoi militanti per l’impegno dimostrato in occasione della campagna
referendaria.
Abbiamo dimostrato, se ancora non fosse chiaro, che ci siamo.
E da qui dobbiamo prendere spunto per crescere.
Stringiamo idealmente la mano a tutti coloro che, nel nome delle nostre idee, hanno lavorato nell’ombra, hanno prestato il loro impegno ed il loro tempo, hanno dato
visibilità alle nostre speranze.
La grande opera di volantinaggio e di affissione merita sicuramente ampie lodi. Soprattutto siamo fieri delle capacità di coordinamento mostrate dalle segreterie
provinciali che, in occasione dell’iniziativa “uno striscione per provincia”, hanno appeso simultaneamente uno striscione per l’acqua pubblica in ogni provincia della nostra Regione. Grazie a
tutti.
È bene che tutti sappiano che ciò che ci proponiamo di fare non è altro che l’unica cosa che possiamo fare: lottare per ciò in cui crediamo. Perché la politica non
è fatta solo di parole come “insabbiamento”, “propaganda”, “potere”, “omertà”, “doppiogiochismo”: la politica è fatta anche di gesti genuini e gesti d’amore e di parole come “idea”, “passione”,
“speranza”.
Ed è proprio per questo che vorremmo porre l’attenzione di quante più persone possibili su ciò che è successo ieri sera. I programmi Tv della serata di ieri, 13
giugno 2011, sono stati, infatti:
Rai uno: ore 21.15, “La Lancia del Destino”; ore 23.45, “Porta a Porta, Speciale Omicidio Melania”.
Rai due: ore 21.15, “Inside Out”; ore 23.30, “Happy Town”.
Rai tre: ore 21.15, “Hotel Patria”; ore 23.00, “Sfide”.
Rete quattro: ore 21.05, “Benessere, il Ritratto della Salute”; ore 23.30, “il Socio”.
Canale cinque: ore 21.00, “Fratelli Detective”; ore 23.30, “un Ciclone in casa”.
Italia uno: ore 21.15 “Tamarreide”; ore 23.00, “Nip/Tuck”.
Reputiamo obbrobrioso che nessuno dei sei principali canali televisivi della nostra Repubblica (e sottolineiamo “nostra”, e sottolineiamo “Repubblica”) abbia
trasmesso un programma di approfondimento sul referendum.
Con uno sforzo, capiamo Mediaset, azienda privata di proprietà di colui che invitava gli Italiani a disertare le urne. Ma “mamma Rai” è
in-gius-ti-fi-ca-bi-le.
Con tutto il rispetto per Melania e per la sua misteriosa morte, ieri, la seconda serata (almeno la seconda serata) di Rai uno, sarebbe dovuta essere tutta dedicata
al referendum (a prescindere dal risultato). E non è un’opinione nostra, bensì un dovere della Rai nei confronti di chi ogni anno versa nelle sue casse fior di quattrini.
Ci chiediamo il perché: perché non riusciamo a capire né a fare finta di niente.
Ci chiediamo il perché: e l’unico perché che ci giunge alla mente è una parola che ci fa paura.
Ebbene sì, abbiamo paura.
I giovani de La Destra sono scesi in campo per dire sì all’acqua pubblica, per continuare il nostro progetto, denominato H2o, creato nel 2006 e per invitare i
cittadini ad andare a votare.
L’acqua è un bene di tutti, non è la solita retorica politica, ma una denuncia di chi vuole lucrare ai danni dei cittadini, che lavorano onestamente e non hanno
alcun diritto a vedere la metà dello stipendio impegnato per pagare le bollette dell’acqua, sempre più care e sempre più gravose per il bilancio familiare già provato dalla crisi
economica.
Parliamo di cose concrete: nel 2009 Il Secolo XIX già denunciava un aumento del prezzo dell’acqua del 9.1% a Genova e dell’8.2% a La Spezia, aumenti nettamente
superiori alla media nazionale (5.4%).
Se non bastasse analizziamo una bolletta del savonese: l’acquedotto è di proprietà dell’Unicredit, che di pubblico non ha nulla, l’acqua ha persino un costo
ragionevole (0.40€/metro cubo), ma a gravare sul cittadino ci sono le quote fisse (7€ in media), le spese di depurazione e i servizi ambientali (5%), insomma se non si aprisse mai il rubinetto la
bolletta sarebbe sempre e comunque di circa 10€.
Solo lo Stato può garantire determinati servizi (depurazione e servizi ambientali) a costi ragionevoli perché il suo obiettivo non è “spremere” il cittadino per
guadagnarci il più possibile, ma fornire quei servizi essenziali a cui ognuno di noi ha diritto.
Agli imprenditori lasciamo la produzione e la commercializzazione dei beni tangibili, allo Stato lasciamo l’acqua!
Sul nucleare la nostra posizione è chiara: sì alla abrogazione, perché ancora una volta guardiamo al portafoglio del cittadino, la costruzione di centrali nucleari
di ultima generazione ha dei costi eccessivi.
Meglio investire i soldi pubblici nelle energie alternative, la nostra regione, è molto ventosa ed è luogo ideale dove far sorgere parchi eolici; per non parlare
del più accessibile fotovoltaico, i nostri consiglieri comunali si battono da sempre per l’installazione sui tetti delle case dei pannelli solari per coprire il fabbisogno energetico ottenendo
anche un sensibile risparmio in bolletta.
L’impegno deve andare a ridurre i costi e la burocrazia per l’installazione di queste preziosi energie alternative.
E poi qualcuno si è chiesto quanto ci costerà lo smaltimento delle scorie delle centrali nucleari?
Insomma va da sé che la risposta all’approvvigionamento energetico nazionale non può essere quella del nucleare, troppo costosa e
incapace di dare benefici nel breve periodo.
Francesco Gandolfi
Segr. Regionale Gioventù Italiana Liguria
I giovani de La Destra sono scesi in campo in difesa dell’acqua pubblica con una serie di volantinaggi, dimostrazioni e l’affissione di numerosi striscioni su tutto
il territorio regionale per invitare la cittadinanza ad andare a votare 2 SI ai referendum sull’acqua previsti per il 12 e 13 di Giugno.
Questa mobilitazione è solo l’ultima di una lunga serie inaugurata nel 2007 con la costituzione del “Progetto H2O”, un osservatorio nato in
seno al nostro movimento che si batte contro ogni tentativo di privatizzazione dell’acqua e delle reti idriche.
Nella nostra provincia la scorsa notte è stato affisso uno striscione sotto ai portici di Imperia (fianco Oviesse) che recita “giù le mani
dall’acqua – vota 2 SI per l’acqua pubblica” e sono state lasciate locandine galleggianti con il medesimo testo nella fontana di Via Canepa a Diano Marina.
Affermare che l’acqua è un bene di tutti non è la solita retorica politica ma una sacrosanta denuncia contro chi vuole speculare su un bene che per definizione è
pubblico e rappresenta una risorsa indispensabile per vivere.
Se ci basiamo sul principio che l’acqua è un bene paragonabile in ogni sua forma all’aria che respiriamo, possiamo facilmente dedurre che la privatizzazione, ma
soprattutto, la speculazione è un atto contro i diritti fondamentali naturali e giuridici dell’uomo.
Inoltre, con l’ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico, i cittadini dovranno pagare bollette sempre piu care e gravose per il bilancio familiare già
provato dalla crisi economica.
Riteniamo che solo lo Stato possa garantire determinati servizi come quello idrico a costi ragionevoli perché la sua funzione non è quella di lucrare sugli utenti
per trarre un utile bensì quella di fornire un servizio ai propri cittadini.
Ai privati lasciamo la produzione e la commercializzazione di beni tangibili e la gestione di servizi di altra natura. L’acqua rimanga in ambito pubblico!
GIOVENTU ITALIANA IMPERIA
Movimento Giovanile de “La Destra”
Tel 366.4052259
Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia […], cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra di loro, o con gli adulti […] e trattarne con chi
la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e della procreazione”. Così è scritto sul quotidiano “la Repubblica” in un articolo del 19 marzo 1985. Le parole sono niente popò di
meno che di Nichi Vendola.
Vedi Nichi, nemmeno con il maggior sforzo di materialismo che possiamo fare, noi riusciamo ad immaginare “il diritto” di un bambino ad avere rapporti sessuali con un adulto o il “diritto” di un
adulto di avere rapporti sessuali con un bambino. E, detto per inciso, caro Nichi, un bambino non ha la forza per essere libero di decidere.
Vedi Nichi, questo non è radicalismo: questo è un abominio.
Vedi Nichi, noi, comunque, vogliamo tenerci accesa una fiaccola di speranza, come quella del nostro simbolo: vogliamo sperare che tu
abbia inteso la parola “sessualità” con un significato più ampio di quanto a noi sembri.
LA DESTRA-GIOVENTU' ITALIANA GENOVA
Chiara Vignoli a Stellanello e Matteo Scelti a Castelbianco hanno preso parte ai primi consigli comunali nei rispettivi paese tenendo alta la bandiera de La Destra
e chiarendo fin dal principio che il loro sarà un impegno totale e attivo nei confronti dei rispettivi elettori e di tutti i cittadini.
Lungi da loro il non interessarsi della realtà locale e fregiarsi del solo “titolo2 di consigliere comunale hanno già dichiarato la loro intenzione di collocare
delle bacheche nel paese per rendere noto ai cittadini ciò che faranno in consiglio e per creare un legame diretto con la cittadinanza.
La collaborazione con la maggioranza sarà massima sui temi condivisi, ma certo non verranno meno le istanze puramente sociali de La Destra e soprattutto l’impegno
per i giovani, soprattutto a livello di possibilità lavorative in loco.
Alla luce delle amministrative la Liguria può vantare uno dei risultati migliori in tutta Italia per La Destra, con l’elezione di due consiglieri comunali,
nonostante l’involuzione a sinistra di quasi tutto il paese.
La Destra con i suoi successi nei paesi di piccola e media dimensione si conferma un partito vicino al cittadino, un movimento
politico che riesce ad instaurare quel dialogo fondamentale tra politica e cittadini.
Il passo successivo sarà estendersi alle città, compito che i militanti de La Destra e Gioventù Italiana sapranno assumersi con
impegno ed orgoglio.
LA DESTRA-GIOVENTU' ITALIANA SAVONA
Gioventù Italiana Genova esprime il suo malumore in riferimento alla mostra “Avanti popolo” di palazzo Ducale.
In occasione dell’inaugurazione della mostra, è stata invitata Marta Vincenzi. Non vorremmo essere banalmente provocatori ma non possiamo non chiederci: “si
sarebbe potuta tenere una manifestazione simile, ma con colori diversi? E, se si fosse potuta tenere, la Sindaco sarebbe stata presente all’inaugurazione?”. Non vogliamo proseguire, per carità.
Il nostro malumore, comunque, non deriva tanto dalle parole di Marta Vincenzi, che da qualche tempo a questa parte non hanno più
bisogno di nessun commento, quanto invece dalla non troppo chiara provenienza dei fondi con cui la kermesse è stata pubblicizzata e finanziata. Non crediamo, infatti, che sia opportuno (né
democratico) fruire di denaro pubblico per le manifestazioni (ma sarebbe forse meglio dire “convegni”) politicamente schierate.
E' particolarmente triste dover registrare già il giorno successivo alle elezioni le prime critiche ingiuste e senza alcun fondamento da parte di uno pseudo giornalista, firmato R.T., su un
quotidiano on line del savonese.
L'autore del "pezzo", che non ha neanche avuto il coraggio di firmarsi, attacca La Destra, accusandola di non essere stata in grado di trovare un candidato locale, ebbene la scelta della
candidatura di Chiara Vignoli è maturata dopo aver studiato la realtà di Stellanello con il nostro coordinatore di zona, che da ormai venti anni conosce l'entroterra di Andora.
Inserire un candidato esterno al paese permette di affrancassi da piccole faide e "questioni familiari" a cui si fa riferimento anche nell'articolo di R.T.
Il signor giornalista afferma di non essere stato in grado di reperire l'elenco dei candidati, ebbene si conferma che il signore in questione non eè mai stato a Stellanello in campagna elettorale
altrimenti avrebbe potuto notare i manifesti elettorali di Chiara Vignoli con punti focali del suo programma e tanto di contatti telefonici e mail per chiarimenti, ma bastava che il signor R.T.
aprisse internet e digitasse "elezioni Stellanello" e sarebbe apparsa la lista dei candidati in appoggio alla Dottoressa Vignoli.
L'utilità per la comunità sarà sotto gli occhi di tutti fin dal primo consiglio comunale, il programma elettorale parlava chiaro, energie alternative, manutenzione delle strade, assegno alle
famiglie che hanno bambini all'asilo, valorizzazione del lavoro del legno e acqua pubblica, ma soprattutto totale disposizione e apertura alla cittadinanza incontrata alla presentazione della
lista presso il ristorante "El Trocadero".
30 cittadini e non un solo voto si sono espressi in favore della Vignoli, forte dell'appoggio di imprenditori locali, la cittadinanza ha scelto, Chiara Vignoli e' pronta alla "scommessa".
“La Destra ha mantenuto la sua parola” così esordisce ed esprime piena soddisfazione per il risultato elettorale, Francesco Gandolfi, segretario regionale del
giovanile de La Destra e responsabile delle elezioni nel savonese.
“a Marzo avevamo promesso di ripartire dalle realtà locali, di radicarci e farci conoscere, abbiamo continuato su questa strada e le urne ci hanno premiato
garantendo a La Destra di sedere nel consiglio comunale di Stellanello con Chiara Vignoli e Castelbianco con Matteo Scelti.
Sono particolarmente fiero che entrambi gli eletti, di ventidue anni, appartengano a Gioventù Italiana, confermando la piena sinergia e fiducia che esiste tra
partito e giovanile e delle percentuali ottenute, degne di nota: Stellanello 6.22%, Castelbianco 13.77%.”
La nostra opposizione sarà responsabile e costruttiva, porteremo avanti le istanze de la destra sociale, ma soprattutto quelle che sono le richieste fatte dai
cittadini in campagna elettorale.
La voglia di rinnovamento e coscienze nuove in politica ha premiato i nostri ragazzi che senza timore si sono messi in gioco e hanno fatto campagna elettorale in
prima persona.
Un particolare grazie da parte del leader de La Destra savonese, Alberto Viola, a tutti i militanti, candidati, coordinatori di partito e a tutti gli elettori che
ci hanno dato fiducia e che non saranno traditi.
Piena soddisfazione anche da parte del segretario regionale Mammi per “la coppia” Viola-Gandolfi.
La Destra
Oggi 13 maggio il segretario provinciale Alberto Viola ha chiuso la campagna elettorale alla presenza di tutti i candidati sindaci e consiglieri comunali.
Viola ha ringraziato tutti i cittadini che si sono resi disponibili durante la campagna elettorale per confronti e dibattiti e in particolare i giornalisti che ci
hanno dato spazio sui loro quotidiani.
Queste amministrative confermano la vocazione territoriale de La Destra che punta a ripartire dalle piccole realtà per un confronto più diretto con i cittadini, sottolinea il leader de La Destra
savonese.
Aggiunge Francesco Gandolfi, da ieri nominato segretario regionale del giovanile de La Destra, “per noi di Gioventù Italiana è già un successo la presentazione delle liste elettorali e il fatto
che tre candidati sindaci su quattro siano ventiduenni, sinonimo della fiducia che il partito nutre nei nostri confronti e consapevole della necessità di volti nuovi e puliti in politica”.
A tutti i nostri avversari politici i migliori auguri
Sabato su un giornale on line di Savona è apparso un articolo che condannava l’esposizione del nostro striscione alla cancellata del liceo classico Chiabrera dopo
le polemiche sul concorso indetto a Gennaio.
Gioventù Italiana e I Ragazzi del Manfrei, che ancora una volta sono a far fronte comune per difendere la memoria della Ghersi, trucidata a 13 anni dalla presunta
“giustizia partigiana”, in risposta, si sono fatti trovare puntali all’uscita da scuola degli alunni distribuendo volantini con la vera storia della Ghersi per sensibilizzare anche i ragazzi su
tematiche storie di fondamentale importanza.
Con il nostro gesto siamo a denunciare la speculazione politica del concorso da parte dell’ANPI in piena clima elettorale e il pericolo per gli studenti stessi di
essere oggetto di strumentalizzazioni.
Inoltre non ci spieghiamo il perché si contesti il tema che è stato scelto dalla Consulta provinciale degli studenti, che è un organo che rappresenta
democraticamente ogni studente della provincia e la stessa consulta ha approvato il concorso anche con i rappresentanti del Chiabrera stesso.
Gioventù Italiana auspica che tutti coloro a cui è stato negato addirittura il diritto al ricordo possano oggi trovare giustizia o almeno pietà e che cessi ogni
loro strumentalizzazione a fini elettorali.
Purtroppo ci rendiamo conto che la verità storica non interessa a certe associazioni tuttavia siamo convinti che con il 15 di Maggio ogni forma di interesse per il
concorso del Chiabrera e per la vicenda della Ghersi cesserà bruscamente e solo noi, Gioventù Italiana e Ragazzi del Manfrei rimarremo a ricordarla e a sensibilizzare i giovani sulla sua
storia.
Francesco Gandolfi, segretario provinciale Gioventù Italiana SV con La Destra
I militanti di Gioventù Italiana si sono mobilitati, su richiesta di alcuni ragazzi della scuola stessa, per dire la loro in merito al concorso bocciato dal liceo Chiabrera.
È vergognoso quanto inaudito che si voglia continuare a tenere nascosto un delitto come quello della Ghersi, uccisa all'età di 13 anni per mano dei cosiddetti fautori della libertà della nostra
nazione.
Gioventù Italiana si allinea in tutto e per tutto con “I Ragazzi del Manfrei” e fin da ora dichiara la mobilitazione regionale se si deciderà di organizzare una manifestazione in ricordo della
Ghersi,come quella del 2010 a cui Gioventù Italiana non ha fatto mancare la sua presenza.
È necessario cambiare la cultura del nostro paese a partire dalle scuole, rendendole vere sedi di cultura e non di manipolazione della storia, come nel caso della Ghersi.
È intenzione della Segretario provinciale Gioventù Italiana cambiare il nome della propria comunità militante in Giuseppina Ghersi, per diffondere la sua memoria tra i giovani che si approcciano
alla politica.
Tutto questo non è revisionismo, come sostiene Bruno Marengo, presidente ANPI provinciale, ma semplice onestà intellettuale e amore per la verità, che purtroppo sembra mancare ancora oggi.
Francesco Gandolfi
Segr. Provinciale Gioventù Italiana
Il 18 aprile 1970, a Genova, in piazza Verdi, nel corso di un comizio di Giorgio Almirante, un gruppo di manifestanti dell’estrema sinistra, con l’intento di impedire il discorso del
segretario del Msi, inizia un fitto lancio di sassi e bottiglie. Ad essere colpito alla testa Ugo Venturini, 32 anni, operaio edile, militante del Msi ed insieme volontario di una pubblica
assistenza.
L’agonia di Ugo dura fino al 1° maggio e si conclude con la sua morte, in occasione del giorno della “Festa del lavoro”.
Ora è necessario che la citta' di Genova inizi a stringersi intorno al ricordo della prima vittima degli anni di piombo, dimostrando, con un atto simbolico, che quel periodo è veramente
chiuso e che tutti i morti hanno uguale dignità.
Come molti giovani del tempo, Sergio Ramelli e' stato costretto a pagare con la propia vita l'odio politico di quegli anni. la storia spesso e' stata parziale , ma noi non
dimentichiamo il sacrificio di Sergio , la sua sincera passione politica e il coraggio con cui ha voluto difendere le sue idee.
camerata Sergio Ramelli PRESENTE!
(Ufficio stampa G.I Genova)
Eccoci al 66^ 25 aprile dal 1945 ad oggi.
Come ogni anno noi di Destra siamo oggetto di polemiche e attacchi a 360 gradi da parte di chi è rimasto fermo al 1945 o alla violenza degli
anni '70.
Noi di Destra festeggiamo questa ricorrenza per ricordare tutti i caduti della seconda guerra mondiale senza badare alla divisa che
indossavano, ma rivolgiamo il nostro pensiero soprattutto a coloro che sono stati dimenticati dai libri di storia e di cui è stata infangata la memoria.
Facciamo appello a tutti i cittadini per respingere quelle posizioni, come quella di Andrea Viola e Marco Traverso, esponenti dei "comunisti
sinistra popolare" che equiparano la lotta partigiana al glorioso Risorgimento, che criticano l'intitolazione di via e piazze a caduti di Destra in scontri e disordini pubblici mentre le nostre
città pullulano di vie e targhe dedicate a caduti partigiani: insomma a quanto sembra la democrazia e l'equità vale solo per loro "pseudo comunisti" mentre per gli altri vale un sistema di leggi
ad hoc, anzi come piace dire a loro, “ad personam”.
Solo se ricorderemo ogni evento storico senza polemiche e faziosità potremo garantire un "sol dell'avvenir" ai nostri figli.
Francesco Gandolfi
Candidato Consigliere Comunale con La Nuova Destra Savonese a Savona
Candidato Consigliere Comunale de La Destra a Balestrino
Alessio Fanciulli, “23 anni” laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione, è il candidato sindaco de La Destra per Testico.
Fanciulli, che collabora ormai da mesi con noti autori e attori di “Zelig”, ha accettato la candidatura con estremo entusiasmo e impegno, mettendo al primo posto del proprio programma l’essere a
disposizione di ogni cittadino per segnalazioni e chiarimenti sul programma.
“Per essere un buon amministratore bisogna essere tra la gente senza timori né vergogne, ascoltare i problemi e partire dalle piccole cose, come i dossi artificiali per far rallentare le macchine
che arrivano sempre troppo veloci nel centro del paese” dice Fanciulli.
Fanciulli coadiuvato dalla sua squadra si impegna per puntare sull’eco-sostenibilità come pannelli solari per la produzione di elettricità e sul mantenimento dell’area verde circostante,
potenziando la raccolta differenziata, per esempio introducendo il ritiro porta a porta.
Il laureando non trascura comunque gli aspetti tipicamente della vera destra sociale di tradizione missina come l’impegno per il mutuo sociale e l’acqua pubblica.
“La vera forza” conclude il giovane candidato “è nella piccola dimensione del paese, che permette che le decisioni siano prese insieme alla cittadinanza in un contesto di dialogo e democrazia”.
L’appuntamento per la presentazione della lista e del programma è prevista per Sabato 30 aprile ore 19.30 presso il ristorante “U Baccan” a cui è invitata tutta la cittadinanza.
I candidati al consiglio comunale sono: (in ordine alfabetico) Christian Castiglione, 35 anni, imprenditore; Alessio Faggioni, 31 anni, ragioniere; Pierluigi Frangione, 40 anni, ispettore di
Polizia; Ernestina Martinez Garcia, 28 anni, impiegata; Luisella Porta, 47 anni, imprenditrice, Giorgio Romano, 60 anni, pensionato; Hugo Varengo, 28 anni, grafico pubblicitario.
La Destra
Gioventù Italiana ringrazia tutti i cittadini di Finale Ligure e Albisola Marina per la grande partecipazione e collaborazione dimostrata in occasione dei due presidi organizzati nei rispettivi
comuni per dire no all’arrivo degli immigrati da Lampedusa.
Le firme raccolte da La Destra saranno entro la prossima settimana presentate al sindaco dei due rispettivi comuni, unitamente a una lettera in cui si invita il primo cittadino a spiegare per
quanto tempo questi immigrati rimarranno e come si intende provvedere ad una loro evacuazione, che dovrà essere il più veloce possibile.
Accogliere queste persone non è un gesto civile e sociale, ma diseducativo nei confronti di potenziali immigrati, ancora nel loro paese, e costoso per le tasche dei cittadini, dal momento che il
mantenimento di costoro grava su tutti noi Italiani, senza considerare poi il danno di immagine che ricavano due paesi che vivono principalmente di turismo, all’alba della “bella stagione”.
Siamo fieri di essere stati indicati da molti cittadini di Finale e Albisola come gli unici che si erigono “a difesa” della cittadinanza senza alcuna strumentalizzazione, dal momento che nessuno
dei due paesi è interessato dalle elezioni amministrative di Maggio.
L’apprezzamento espresso dai cittadini ai militanti di Gioventù Italiana ci rende orgogliosi del nostro lavoro di reale vicinanza alla popolazione, segno di una vera Destra sociale, che va verso
il domani, orgogliosa del proprio passato.
Gioventù Italiana apre ovviamente le porte a tutte le forze politiche che condividono questa posizione per scendere in piazza insieme in caso di “nuovi arrivi”.
Francesco Gandolfi
La Destra dice nò all’arrivo degli immigrati di Lampedusa ad Albisola e Finale Ligure.
La Destra organizzerà due banchetti Sabato 2 Aprile incrocio via Garibaldi, via Pertica, via Rossi a Finale Ligure dalle ore
15 alle 19.30 e Domenica 1 Aprile sulla passeggiata degli Artisti all’altezza del comune ad Albisola dalle 10 alle 13 per sensibilizzare la cittadinanza e sottolineare agli amministratori locali
che i cittadini non vogliono accollarsi gli immigrati giunti a Lampedusa.
La Destra e i suoi militanti non possono tollerare che il problema immigrati sia risolto a spese dei comuni del savonese e
della Liguria in generale.
Le ondate di arrivi provenienti dall’Africa mediterranea vanno risolte riportando “a casa” queste persone, dove sicuramente potranno contribuire allo sviluppo e
alla ricostruzione del loro paese di provenienza, che tanto necessita di lavoratori e coesione sociale.
La soluzione non è e non può essere “sparpagliare” questi irregolari, perché tali lo sono per come sono entrati in Italia, nei vari comuni italiani, in quanto
dannoso per le economie locali e assolutamente diseducativo nei confronti di potenziali immigrati, che vedendo che nulla è fatto in Italia per respingerli, decideranno di partire dal loro paese
per raggiungere il nostro lembo di terra più a sud.
Segreteria La Destra SV
Ieri 17 Marzo 2011 una ventina di militanti imperiesi del partito La Destra si è radunata come da programma in Piazza F.lli Serra per festeggiare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Durante il pomeriggio trascorso in piazza sono stati sventolati i tricolori ed è stato esposto uno striscione per ribadire l'unità e l'indivisibilità della Patria, mentre alcuni militanti
effettuvano un volantinaggio per spiegare ai cittadini l'importanza di questa celebrazione.
La Destra imperiese è soddisfatta di aver contribuito attivamente alla diffusione di quel sentimento nazionale che ieri ha riempito i cuori e le piazze di tutta Italia.
A seguito delle dichiarazioni rilasciate sul “Il Giornale”, alcuni giorni fa, da parte del preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova Francesco Surdich,
circa la smentita di una ipotetica costituzione di una sede ANPI all’interno della sopra citata università, Gioventù Italiana – con la Destra Genova tiene a puntualizzare la questione.
Il Preside specifica si tratti non della costituzione di una sede (celandosi dietro lo scudo dell’impossibilità giuridica nel realizzarla), ma di una serie di interventi volti a creare una
sezione universitaria dell’ANPI grazie all’adesione e collaborazione di rappresentati degli studenti (ad uno di essi, peraltro estraneo alla realtà della facoltà in quanto appartenente a quella
di Scienze Politiche, ne è stata affidata la presidenza), di docenti e personale amministrativo appartenenti all’intero ateneo genovese.
Riteniamo che la differenza concettuale e, soprattutto, progettuale, di fatto, non sussista.
Condanniamo in toto l’azione, dettata non da un “pluralismo ed apertura a 360 gradi verso un dibattito culturale” – come afferma lo stesso Surdich – ma altresi’ da uno sterile conformismo
ideologico a priori enfatizzato da chi, figlio o nipote di un ’68 di cui non ha mai compreso il fallimento, sventola vessilli ideologici di libertà, diritti e dialogo ma, di fatto, risulterebbe
incapace di un confronto storico e culturale serio, onesto, leale.
I fatti recenti ne hanno dato prova: reduci dalla mancata possibilità di partecipazione ad un’assemblea pubblica presso la stessa facoltà nel novembre 2008, quali rappresentanti universitari del
movimento giovanile de La Destra chiediamo nella persona della consigliera di facoltà Irene Maniscalco, allo stesso Preside l’intitolazione di una targa, entro il dipartimento di storia moderna e
contemporanea, dedicata ai combattenti e caduti liguri dell’RSI o a vittime locali dell’odio rosso quale, in primis, il giovane missino Ugo Venturini.
Qualora la risposta risultasse positiva, saremmo lieti di esserci sbagliati e di constatare l’effettiva sussistenza di una volontà di revisionismo storico anche e finalmente fra le rosse mura di
tale facoltà. Altrimenti, rebus sic stantibus, solo parole.
Genova, 11 marzo 2011
Segreteria provinciale Gioventù Italiana – con La Destra Genova, dipartimento scuola e università.
La prima riunione di Gioventù Italiana Savona del 24 febbraio è stata l’importante occasione per porre le basi per la ricostruzione del giovanile de La Destra e per
stabilire gli obbiettivi per il 2010, elezioni comunali n primis e tesseramento di nuovi militanti.
Come ha sottolineato il segretario provinciale de La Destra, Alberto Viola “Gioventù Italiana costituisce l’asso nella manica del partito” è per questo quindi che
la militanza e la partecipazione alle iniziative del partito sono fondamentali.
L’aiuto anche minimo che ciascun militante può dare significa possibilità di successo e crescita per il partito e i valori in cui crediamo.
Non perdere l’occasione e contribuisci attivamente a riportare i veri valori e la salvaguardia delle realtà locali nella politica: aderisci a Gioventù
Italiana.
Francesco Gandolfi
(Segr.prov. Gioventù Italiana Savona)
La Federazione imperiese de La Destra esprime la propria soddisfazione per il ricco calendario di eventi programmato dall’amministrazione comunale in occasione del 150° anniversario dell’unità
d’Italia.
Riteniamo che tale ricorrenza vada giustamente ricordata da tutti con la dovuta sensibilità e solennità.
I martiri, coloro che hanno lottato all’ombra del tricolore, devono essere ricordati come esempi validi per le future generazioni in quanto non esiste avvenire senza passato: l’albero non cresce
senza le radici!
Negare le radici è atto irresponsabile soprattutto in un momento in cui la globalizzazione impone l’esaltazione delle identità dei popoli.
Il 17 marzo è festa nazionale senza se e senza ma e costituisce un’occasione per gli italiani di incontrarsi e di venire fuori da una quotidianità che non fa onore al sangue ed al
sacrificio dei nostri padri.
Con l’approssimarsi di questa importante data, la Federazione Provinciale de
La Destra è impegnata nel pianificare una serie di iniziative che verranno rese note nelle prossime settimane.
Michele Misseri dice di sentirsi rinato da quando e’ in carcere. Ma da ieri un altro piccolo cadavere funesta la nostra vita, quello della piccola Yara, assassinata ad appena 13 anni. Chi altro
prendera’ la galera come nuova, propria culla?
Credo che questo paese non meriti tanta vilta’. Prendersela con i minori e’ un atto criminale e anche chi ha deciso di credere in Dio non puo’ far finta di guardare dall’altra parte.
Sono criminali e come criminali vanno trattati. Non puo’ esserci pieta’ per chi ammazza i nostri figli. Pena di morte, non meritano altro.
Amici vorrei raccontarvi quello che può succedere in una città, come Genova, lasciata in mano a bande di ecuadoregni, spacciatori, anarchici e comunisti di varia
specie, dove ormai regna solo insicurezza e disagio tra tutti gli onesti cittadini. “Giovedì 17 febbraio all'1.30 di notte rincasavo con la macchina dopo una giornata di lavoro e di
stanchezza.
Sono al semaforo,metto la freccia a sinistra e svolto,l'auto a fianco volutamente mi taglia la strada, non reagisco sono troppo stanco.
Ma gli occupanti dell’altra macchina, due, hanno intenzioni ben diverse dalle mie, cominciano ad insultarmi finché non dicono "scendi che ti meniamo
bastardo!"
Io con estrema calma faccio notare loro che sono in due contro uno e che non era un gesto molto coraggioso.
Parto, ma loro, ubriachi di violenza e follia, mi inseguono in auto, a questo punto me li trascino dietro in macchina per non far vedere dove abito, mi stanno incollati per un isolato, suonandomi
e lampeggiandomi ripetutamente, mi affiancano, mi insultano e mi sputano sul finestrino, arrivati ad un altro semaforo, mettono la loro macchina di traverso per impedirmi la fuga e l'autista fa
per scendere.
Vedo la situazione degenerare e minaccio di chiamare i carabinieri,solo così posso ripartire tra i loro insulti.”
Ciò su cui voglio soffermarmi non è tanto il fatto in sé quanto su cosa significhi un tale gesto e sul perché certa gente arrivi ad atti di follia ingiustificata.
Primo ringraziamo il sindaco di Genova Marta Vincenzi che aiuta i centri sociali a pagare le bollette della luce e dell'acqua, rimanda lo sgombero e permette loro di agire da padroni nella città,
diffondendo così senso di anarchia, non rispetto delle leggi e senso di paura nei cittadini.
E’ così che la società di oggi, prodotto della sinistra, diffonde modelli sbagliati nei giovani, mostra come eroe chi va con estintore alla mano contro una camionetta dei carabinieri e come un
assassino chi spara e uccide un ladro per difendere casa e famiglia.
Mostra i disordini nelle città, per esempio quelli di Roma del 14 dicembre, provocati da centri sociali, black block e anarchici come uno sfogo di chi non ce la fa più a essere schiavo del potere
e il poliziotto che carica questi criminali come un carnefice della peggior specie.
Ecco i bei modelli che vengono diffusi e fanno sentire i nostri giovani degli esenti dalle leggi, dei superiori tanto da minacciare, picchiare e derubare i cittadini onesti solo per sentirsi più
forti o più importanti.
Non tutta la gioventù è così,
noi Gioventù italiana come gli spartani di Leonida alle Termopili siamo il baluardo contro l'inciviltà, la criminalità e la
mancanza di valori.
Francesco Gandolfi
(Segr.prov. Gioventù Italiana Savona)
Si è svolta come da programma, Sabato 12 febbraio, la commemorazione in onore dei Martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati.
Alla celebrazione, svoltasi ad Imperia presso i giardini omonimi, oltre ai numerosi giovani dei due movimenti organizzatori (Gioventù Italiana e Giovane Italia), hanno partecipato molti cittadini
imperiesi.
Tra i presenti anche il Sindaco della Città di Imperia, Paolo Strescino ed esponenti dell'Amministrazione Comunale e Regionale.
"Siamo soddisfatti della riuscita di questa iniziativa che rappresenta una novità per la nostra città - dichiarano Angelo Dulbecco e Valerio Ramini a nome di Giovane Italia e Gioventù
Italiana - in quanto per la prima volta si assiste all'organizzazione di una commemorazione per i Martiri delle foibe al di fuori delle celebrazioni istituzionali previste per legge. Momenti
come questi sono fondamentali per abbattere, una volta per tutte, quel muro di silenzio che ha circondato per troppi anni questi drammatici fatti storici.
Siamo convinti che sia nostro dovere onorare questi Martiri, uccisi dalla barbarie dei partigiani comunisti jugoslavi solo perchè italiani, a maggior ragione oggi, nel 150esimo Anniversario
dell'Unità d'Italia."
La commemorazione ha visto gli interventi di Alberto Politi, storico e scrittore e di Lino Vivoda, esule istriano e giornalista.
In seguito hanno preso la parola Valerio Ramini a nome di Giovantù Italiana e Angelo Dulbecco, consigliere comunale e coordinatore provinciale della Giovane Italia.
Infine, il Sindaco Paolo Strescino è intervenuto in rappresentanza delle istituzioni.
La manifestazione si è conclusa con la deposizione di un omaggio floreale deposto alla targa di intitolazione dei giardini "Martiri delle foibe", sulle note del "Silenzio fuori ordinanza" suonato
alla tromba.
Giovedì 10 febbraio alle ore 11 in corso Italia incrocio via Paleocapa, a Savona, Gioventù Italiana Savona con l’aiuto di volenterosi camerati di altre province ha
tenuto un sit in con volantinaggio in ricordo dei martiri delle foibe.
I giovani militanti hanno distribuito volantini ai passanti per diffondere la triste e oscurata storia degli Italiani di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia,
barbaramente trucidati dai comunisti titini con l’assenso del più crudele dittatore che la storia abbia mai conosciuto, Stalin.
Molte persone incuriosite ci hanno chiesto maggiori informazioni sul “tema foibe” ancora troppo poco trattato nelle scuole e sui media, colpevoli di vedere
unicamente presunti crimini fascisti e complici di coprire gli efferati delitti comunisti ai danni di nostri fratelli compatrioti.
Noi soli, come allora solo il generale Junio Valerio Borghese, chiediamo a gran voce che i martiri delle foibe non siano dimenticati e che sia insegnato nelle
scuole quanto male ha fatto il comunismo al nostro glorioso paese.
Francesco Gandolfi
(Segr.prov. Gioventù Italiana Savona)
La Federazione Provinciale de “LA DESTRA” organizza un convegno dal titolo “CAUSE ED EFFETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE” che si terrà Venerdì 28 Gennaio alle ore 21:00 presso i locali siti in Via
Strafforello 28 (piano terra) ad Imperia – Porto Maurizio (a 30 metri da Piazza Duomo). La cittadinanza è invitata a partecipare.
Relatore ANTONINO MACCARRONE, Segretario provinciale del sindacato “U.G.L. scuola” di Savona ed ultimo consigliere comunale eletto nelle fila del Movimento Sociale Italiano ad Albenga.
Introduce Valerio Ramini, Segretario provinciale “La Destra” Imperia
Di seguito proponiamo una breve presentazione della conferenza di venerdì ad opera del relatore Antonino Maccarrone:
“Il Mondialismo (o globalizzazione) al servizio unico dell’Economia, ha ribaltato la concezione dell’economia al servizio dell’uomo a quella diametralmente opposta dell’uomo al servizio
dell’Economia.
Il risultato così ottenuto è antisociale; anziché elevare la qualità della vita dell’uomo, lo riduce di fatto in schiavitù.
Il Mondialismo in atto, è figlio dell’illuminismo, del razionalismo del materialismo e del relativismo ed è al servizio, a mio avviso, unicamente delle multinazionali.
Per realizzarsi pienamente, necessita della distruzione delle comunità Nazionali, delle tradizioni, della cultura, della religione, della famiglia perché gli individui siano sempre più soli,
lontani da famiglia e radici e proprio per questo più deboli. Si avvale di immissioni di allogeni nel tessuto europeo, soprattutto di popolazioni proveniente da paese islamici, per abbattere il
collante europeo più forte, il Cristianesimo.
Crea concorrenza sleale sui mercati, facendo transitare merci provenienti da Paesi ove non sono rispettate le umane condizioni di lavoro, nè in termini di sicurezza, né in termini di salario e
non vengono risparmiati neanche i bambini, utilizzati in alienanti lavori e per un numero eccessivo di ore giornaliere.
Non tiene conto né delle richieste del “salario minimo planetario”, nè della “globalizzazione dei diritti umani”.
LA DESTRA – Federazione Provinciale di Imperia
Tel. 366 4052259 www.ladestraimperia.tk
Il 6 novembre 2010 è una data da segnare nel annuario delle grandi giornate de La Destra. Un popolo che non ha mancato di farsi sentire, forte più che mai, capace ancora di emozionare e di
emozionarsi nelle parole dei suoi Leader.
E' stata una giornata come poche altre. Tante bandiere italiane, tanti slogan e tanti applausi, le parole del nostro Segretario Storace ci hanno dettato la strada, il cammino futuro. Quelle del
nostro Presidente Buontempo ci hanno confortato e ci hanno dato quella grinta in più per sentirci a casa, nella nostra unica e univoca idea.
Ci siamo tastati e il riscontro è stato grandioso. Il partito c'è, e ha voglia di lottare e di non lasciare nulla al caso.
Abbiamo opportunità che non spesso si ripresentano e che dobbiamo essere in grado di saper cogliere al volo, un carpe diem che non possiamo lasciarci scappare.
Noi dobbiamo mettercela tutta per riportare la Destra laddove ancora manca, nelle città che non ci hanno ancora conosciuto e nelle istituzioni da dove ci hanno voluto allontanare. Per paura
direi, per timore sicuramente.
Non chiediamo un posto per noi, chiediamo una rappresentanza per le nostre idee, con il nostro simbolo e con le nostre bandiere, senza forzarci dentro a contenitori che alcuni osannavano come
l'avvento di una nuova fase della politica italiana e che oggi si dimostrano, così come avevamo predetto, il fallimento e la tomba di ogni speranza per il nostro paese, per il nostro
governo.
Ora non è il tempo di dire “noi avevamo ragione” l'abbiamo avuta e ci accontentiamo di esserne convinti.
Dobbiamo riaccendere subito la macchina elettorale, quella che serve per portare le nostre proposte anche al di fuori delle sezioni e delle sedi, fra la gente di tutti i giorni, fra i lavoratori
e i disoccupati, fra i pensionati e i giovani, con le loro speranze e i loro impegni, la loro voglia di reagire.
Quella voglia di reagire che tutti noi sentiamo e che dobbiamo concretizzare con le percentuali, gli eletti, le rappresentanze, quelle che servono a farci sentire e a battere il pugno sul tavolo
quando la nostra storia viene infangata, derisa, denigrata. Quando si favoriscono gli immigrati a dispetto degli Italiani, la dirigenza Fiat a dispetto dei suoi lavoratori, gli interessi delle
lobby contro quelle del popolo.
Ora che il partito ha dimostrato di esserci combattiamo per esso. Lasciamo perdere polemiche, strutture e alchimie filosofiche. Noi non siamo istituiti di ricerca a cui affidare le proprie
speranze con il “sondaggione”. I voti vanno cercati primi di tutto, dopodichè vanno sudati, uno a uno, come a rappresentare un popolo in marcia che nel suo cammino trova e aggiunge altri amici,
altri guerrieri della fede.
Cari amici de La Destra e di Gioventù Italiana, la fuori c'è un paese che ci chiama, non lasciamoci attendere.
Gianni Musetti
Segretario Nazionale di Gioventù Italiana
23 ottobre 1956. A Budapest migliaia di manifestanti scendono in strada in segno di solidarietà con l’immensa protesta di operai e studenti Polacchi repressa col sangue un mese prima. Viene
abbattuta la statua gigante di Stalin nel parco municipale.
Il numero uno del Partito Comunista parla alla radio: insulta gli studenti e gli operai,respinge le loro richieste, infine ordina alla polizia politica di sparare sulla folla ammassata davanti al
palazzo della radio.
Muoiono in 12. I manifestanti si impadroniscono delle armi di decine di poliziotti che non oppongono resistenza. Nella notte i blindati della 92ma divisione dell’Armata Rossa entrano a Budapest.
Il 25 ottobre, inizia la rivolta in altre dieci città, cinque radio clandestine trasmettono nel paese, vengono distribuiti giornali clandestini e sono costituiti alcuni consigli di fabbrica.
Una settimana dopo i blindati si ritirano dalla capitale. Mosca invia finti negoziatori i quali, per guadagnare tempo, assicurano che l’Armata Rossa sta lasciando il paese. Dopo quattro giorni,
invece, i carri armati sovietici entrano a Budapest, la gente si difende con armi leggere e bottiglie molotov. I combattimenti continuano fino al 9 dicembre. Il 12 dicembre, quando viene
istituita la legge marziale, i lavoratori proclamano uno sciopero generale, che durerà fino al 13 gennaio, giorno in cui verrà decisa la pena di morte contro tutti gli scioperanti.
Il 27 Marzo il primo ministro si reca in Unione Sovietica per rendere omaggio all’intervento russo, verranno firmati gli accordi per lo stazionamento delle truppe sovietiche in Ungheria .
A 54 anni da quei fatti Gioventu Italiana Liguria vuole ricordare quei giovani che sono stati esempio per l’ Europa.
Avanti ragazzi di Buda
avanti ragazzi di Pest!
Hugo Varengo
Gioventù Italiana con La Destra Liguria
Genova – Il movimento politico La Destra Genova unitamente al suo movimento giovanile Gioventù Italiana Genova c.l.d., nella persona del suo Consigliere Comunale Gianni Bernabò Brea, a seguito
della protesta degli ambulanti contro lo “stop” forzato al mercato del mercoledì e del sabato a Sestri, esprime la propria piena vicinanza agli stessi.
“Il numero elevato di banchi ai quali è impedito di lavorare –si legge in una nota del consigliere- rappresenta l’altrettanto numero di famiglie che vive di tale lavoro e che vengono praticamente
messe in ginocchio non solo dall’alluvione del 4 ottobre u.s. ma anche dall’ordinanza del Comune che vieta lo svolgimento del mercato in Via Soliman/Via Merano”.
Lo stesso Consigliere si associa a quanto proposto dagli ambulanti attraverso l’Aval, di poter spostare i banchi in Via Catalani, certamente zona meno periferica di Via Siffredi, proposta,
invece,dalComune.
La violenza di una calamità naturale come appunto l’alluvione, aggravata da pesanti condizioni idrogeologiche a causa della noncuranza da parte di chi vi è preposto, non devono colpire ancor più
i lavoratori di un settore già pesantemente gravato dalla crisi economica.
Gioventù Italiana c.l.d. è pronta a scendere in piazza a difesa di tali cittadini e di un diritto tanto “sbandierato” dagli slogan dell’attuale e della passate giunte comunali di centro sinistra,
ma di fatto poco tutelato: il diritto al lavoro!
19/10/2010
Irene Maniscalco (resp. Reg. GI c.l.d. Liguria)
Andrea Bazzurro (resp. Prov. GI c.l.d. Genova)
Paolo Boz (GI Genova)
Un’ondata di dolore, paura e panico ha travolto in questi giorni il ponente genovese.
La viabilità di Sestri Ponente è chiusa al traffico, le strade chiuse dalla polizia municipale per consentire la rimozione di fango e detriti depositati sulle vie ed all’interno di esercizi
commerciali e fondi abitativi, attualmente in ginocchio.
Interrotta la linea ferroviaria Genova-Ovada nella tratta Borzoli-Campoligure e gli abitanti lamentano il caos più totale nella gestione dei mezzi di trasporto pubblici sostitutivi.
A Cornigliano parte dei danni provocati dal Polcevera sarebbero stati causati anche da un persistente accumulo nel tempo di materassi da parte dei rom davanti ad un canale di scolo delle acque
del fiume.
Il canile del Monte Gazzo è isolato.
Dove sono stati dislocati i numerosi agenti che il Comune ha dichiarato essere in servizio? Perché con un allerta meteo di grado 2 i reperibili della protezione civile per il monitoraggio dei
corsi d’acqua sono stati chiamati in servizio solo a mezzanotte e solo in minima percentuale?
Il problema non era nella disponibilità degli operatori, bensì nelle disponibilità economiche. Ma i soldi per pagare consulenti esterni al comune o per finanziare lo studio, ad esempio, del
“ululone dal ventre giallo” si son sempre trovati.
Nel tale frangente, il Sindaco Marta Vincenzi è impegnata a Bruxelles, impossibilitata a rientrare a Genova e minimizza i disagi subiti dai cittadini con ridicoli proclami su ipotetici meriti
della giunta quali, ad esempio, pianificazioni urbanistiche ed interventi di manutenzione di manti stradali e tombini mai ultimati. L’immediata visita nel capoluogo ligure del sottosegretario
Guido Bertolaso è stata invece la prova dell’attenzione del Governo al problema.
Il movimento politico La Destra, specie nella persona del Consigliere Comunale Gianni Bernabò Brea, assieme a Gioventù Italiana c.l.D., chiede al Vicesindaco e Assessore alla mobilità Paolo
Pissarello ed alle Istituzioni competenti un aiuto concreto alla città ed agli altri territori liguri colpiti dall’ampiamente previsto nubifragio.
Se piove non è colpa dei Sindaci, né del centro destra né del centro sinistra.
Ma cogliere l’occasione di un disastro stimato ad oggi alcuni milioni di euro per fare una propaganda unilaterale risulta, quantomeno, di scarso senso civico.
Irene Maniscalco
Segretaria Regionale ligure
GIOVENTU’ ITALIANA con la Destra
di Gianni Musetti: Sono stati tre giorni che difficilmente potremo dimenticare. Tre giorni in cui abbiamo saputo ritrovarci tutti insieme, uniti in una militanza che oggi, come non mai, ha
riassaporato il gusto di essere comunità.
Ci siamo seduti in commissioni di lavoro in cui sono stati elaborati documenti che, nelle prossime ore, verranno resi ufficiali e saranno diffusi per giungere alla costruzione della base
programmatica del movimento. Abbiamo ascoltato, in religioso silenzio, conferenze e dibattiti di una consistenza ed uno spessore che non è facile trovare. Abbiamo cantato le nostre canzoni e i
nostri motti, accompagnati dalle fantastiche note degli Imperium e degli Aurora che si sono esibiti nelle due serate.
Ci siamo appassionati alle parole dei nostri dirigenti di Partito, che hanno seguito passo dopo passo tutte le nostre iniziative durante il campo: primo fra tutti Adriano Tilgher, un esempio per
tutti noi, leale maestro di vita e affidabile spalla per le nostre idee; Nello Musumeci, un vero e proprio amico della nostra comunità, a stretto contatto con noi in ogni ora della tre giorni,
che ci ha seguiti passo dopo passo, donandoci parole che hanno saputo far vibrare i nostri cuori. Bruno Esposito e Livio Proietti, due autentici ed ineguagliabili dirigenti del nostro partito, a
cui noi stessi dobbiamo molto perchè con essi, e per il loro volere, questa comunità giovanile torna ad essere viva e attiva, capace e considerevole.
E poi come dimenticare l’infaticabile Teodoro Buontempo, che in pochi minuti ci ha fatto letteralmente spellare le mani per gli interminabili applausi che ogni sua singola frase ci strappava.
E ancora, il nostro amato ed unico Segretario, Francesco Storace, venuto per onorare la nostra festa e per chiudere i lavori con un intervento che ha saputo riassumere ogni nostro sforzo, ogni
nostra idea, ogni nostra passione.
Abbiamo saputo rimettere insieme una comunità che aveva bisogno di un suo nuovo “punto zero”, una sua rinascita generazionale, che restituisse una forma e un’ anima al nostro impegno militante.
Non ci siamo persi in parole e in discorsi, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo saputo darci un nuovo modello di vita militante.
Ora che la nostra immagine sembra essere più nitida dobbiamo costruire intorno ad essa la nostra scenografia e la nostra rappresentazione. Lasciamo fuori comparse, nani e ballerine da questo
palco. Facciamoci protagonisti di questa scena e non permettiamo ad altri di interrompere questa meravigliosa storia.
Noi siamo la continuità, una macchina lanciata verso il futuro che oggi facciamo già nostro.
Avremo sicuramente molti più oneri che onori, molti più fardelli che glorie, ma questa è la nostra storia che non vogliamo di certo rinnegare mai.
Preferiamo la strada e le piazze alla tranquillità della poltrona, preferiamo la militanza alle cariche ed agli incarichi: insomma, preferiamo essere noi stessi al grigiore del sistema.
Ora ci aspettano giorni di grande impegno. Il 6 novembre saremo tutti a Roma, con il nostro partito e con il nostro Segretario Storace, a ribadire la presenza e la forza del nostro partito, La
Destra, nello scenario politico italiano.
Noi giovani saremo lì, sotto il palco, ad alzare in alto le bandiere e i simboli della nostra battaglia ed a gridare ancora una volta: “ Et Ventis Adversis”….. Anche con i venti contrari!!!!!
Il Segretario Nazionale di Gioventù Italiana con La Destra
Gianni Musetti
Grazie a tutti, a quelli che sono venuti, e a quelli che ci hanno seguito con i mezzi informatici. Grazie ai ragazzi che hanno tanto lavorato per avere e per allestire questa festa, grazie alla
federazione di Pistoia e a tutte le donne de La Destra che tanto hanno dato con la loro presenza. Grazie a chi ha preso le ferie per venire e a chi ha fatto centinaia di chilometri per
raggiungerci, grazie ai dirigenti del partito che sono venuti e che hanno seduto con noi, nelle nostre tavole, a parlare di politica. Grazie al Presidente Buontempo e al più Grande segretario che
un partito possa avere…..Francesco Storace.
Insomma, grazie a tutti, ci avete dato una grande emozione che difficilmente potremo scordare. Stare insieme, ritrovarci, abbracciarci e salutarci come dei fratelli, come dei camerati, non tutti
possono farlo, noi si.
Gianni Musetti Segretario Nazionale di Gioventù Italiana-La Destra
COMUNICATO sui fatti del 30 giugno 1960
La vergogna è servita. Non sono bastati cinquant’anni di misfatti, menzogne e violenze. La sinistra continua a spadroneggiare a Genova: il 30 giugno
1960, nel capoluogo ligure, abbiamo assistito a una pagina di storia di pura vergogna, con migliaia di esaltati portuali comunisti, molti ex partigiani, e altri delinquenti della sinistra
extraparlamentare, che hanno duellato in maniera del tutto illegale con gli appartenenti alle forze dell’ordine, che cercavano di impedire un loro assalto ai delegati missini. Un congresso,
quello dell’allora Msi, legittimato a tutti gli effetti, visto che si trattava di una forza parlamentare, presente a Camera e Senato con oltre cinquanta esponenti.
E invece le forze violente della sinistra, che era anche ben legittimata nei banchi del parlamento, aveva deciso di imporre la sua verità, la sua
forza.
A distanza di mezzo secolo nulla è cambiato: per fortuna i comunisti non sono più la seconda forza del paese, ma non ci sono nemmeno più i missini. Noi
de La Destra – Gioventù Italiana vogliamo ricordare quei delegati missini, costretti ad asserragliarsi in un hotel lontano anni luce dal centro città a sfuggire alle aggressioni dei cosiddetti
“democratici di sinistra”. Solidarietà anche a quegli appartenenti delle forze dell’ordine, che ci rimisero un braccio, la faccia e le arti dei piedi grazie alla furia cieca dei rossi.
La Destra – Gioventù Italiana Liguria