Il direttivo del movimento politico La Destra, riunitosi ieri, dopo aver analizzato i programmi di Musso e di Doria, ha deciso all’unanimità di non appoggiare ufficialmente nessuno dei due candidati: entrambi sono espressione di partiti (PD e terzo polo) che sostengono l’attuale governo Monti, governo dell’IMU, dell’euro e della pressione fiscale”.
Con queste parole inizia il comunicato stampa del movimento la Destra, che quindi si distacca dal suo candidato sindaco fino a pochi giorni fa, Susy De Martini, che ha invece recentemente dichiarato di preferire il candidato Doria rispetto a Musso.
Doria e Musso fanno i capricci: «E' puerile rifiutarsi di incontrare i leader nazionali dei partiti che li appoggiano. E' una scelta sbagliata e ipocrita. Senza politica nazionale non si aiuta
Genova. Io lavoro per ri-aggregare la destra».
In attesa di incontrare Francesco Storace, il leader nazionale della Destra che sarà a Genova sabato 28 aprile, Susy De Martini, candidato sindaco, attacca Marco Doria ed Enrico Musso rispetto
alle loro ultime mosse in campagna elettorale: «Doria si è rifiutato di incontrare Massimo D'Alema e Musso ha fatto la stessa cosa con Lorenzo Cesa. Ovvero hanno evitato due leader della politica
nazionale dei partiti che li appoggiano. Forse spinti dal desiderio di emulare i grillini nella ricerca dell'anti-politica, non si rendono conto che chiunque sarà sindaco di Genova dovrà tener
conto che la città non è un'isola, ma è inserita in un contesto nazionale. I leader nazionali vanno incontrati, bisogna discutere con loro delle emergenze di Genova. Sono davvero preoccupata per
il fatto che due candidati sindaci compiano un gesto tanto infantile, nell'illusione di guadagnare qualche consenso. Nel caso di Doria l'ipocrisia è più forte visto che i simboli dei partiti li
ha espressamente voluti ». Poi, rispetto alle sue scelte: «Sabato sarà a Genova Francesco Storace, che è leader di un partito nazionale. Con lui non parlerò solo di elezioni ma anche e
soprattutto delle necessità di Genova, pensando che anche lui, a Roma, se ne potrà fare carico». Riguardo al futuro: «Noi crediamo nella politica quando è onesta. Stiamo lavorando alla rinascita
di una destra pulita e seria, come ha fatto Marine Le Pen in Francia. Una vera alternativa ai governi dei banchieri e dei disonesti. Il nostro scopo è ri-aggregare a destra, altro che anti
politica».
Susy De Martini si conferma il più noto tra i candidati delle forze che si oppongono al governo Monti: «Continueremo a dare forza al cambiamento e alla protesta, anche dopo le elezioni. Un grande
spazio politico per il centro destra degli onesti»
Il 28 per cento nell'indice di notorietà per il sondaggio di Italia Futura, il 17 per cento secondo il sondaggio Ipsos pubblicato oggi. Guardando i dati e facendo la media, Susy De Martini si
conferma come il candidato sindaco più conosciuto dai Genovesi tra quelli che si oppongono con forza al governo Monti: «E' evidente che sto raccogliendo consensi attorno alla mia proposta e alla
mia posizione di rottura nei confronti dei poteri forti, di quel Pdp, il partito del potere, che a Roma è incarnato da Monti e dalle forze politiche che lo sorreggono e a Genova dal Pd e dal Pdl,
che sono in evidente crisi d'identità». Con queste premesse Susy de Martini intende proseguire la sua campagna elettorale tra la gente e per la gente con proposte concrete che sono la forza delle
sue idee: «Il Mutuo Sociale per consentire a tutti di avere una casa senza essere ricattati dalle banche, la deviazione del Bisagno per ridare sicurezza alla città, il no alla Gronda a ponente e
alle speculazioni degli Erzelli». Con la consapevolezza che per Genova ci si deve battere anche oltre le elezioni: «E' il motivo principale per cui ho voluto candidarmi. Da parte mia c'è la
passione forte per la mia città. Oggi i dati e ancor più il rapporto con i cittadini mi fa dire che c'è anche un grande spazio politico per chi crede nel centro destra degli onesti».
«Un'occasione sprecata per fare un dibattito serio su un tema importante come il Terzo Settore, l'ennesima conferma della disperazione del centro sinistra di fronte a un candidato talmente impresentabile e timoroso del dialogo, da convincere i suoi sodali a impedire agli avversari di parlare» - così, secondo Susy de Martini, si può giudicare il forum organizzato stamattina presso il Circolo Ricreativo dell'Autorità Portuale. Un Forum che avrebbe dovuto creare un dibattito su temi importanti, come il volontariato, l'abolizione dell'agenzia del terzo settore a opera del Governo, la mancanza di fondi per il terzo settore dal bilancio del Comune. Invece fin dalle prime battute, anzi prima che iniziasse, il Forum si è confermato quello che si temeva: «Una sospensione della democrazia - dice ancora De Martini - a me e ad altri candidati è stato impedito di parlare. Il sedicente organizzatore, Claudio Regazzoni, ex funzionario della Cgil e già candidato regionale trombato nel 2010 per il Pd, mi ha aggredito verbalmente. E' evidente che il Forum è stato una farsa e che aveva lo scopo di esaltare la figura di Marco Doria, il più debole candidato sindaco della storia recente della sinistra Genovese». De Martini, che si riserva eventuali azioni legali, ringrazia due dei candidati ammessi a parlare, che si sono ritrovati non senza qualche imbarazzo nel ruolo di comparse involontarie: «Ringrazio Paolo Putti del movimento Cinque Stelle e Pierluigi Vinai, candidato indipendente, che si sono offerti di rinunciare a parte del tempo loro accordato dagli aguzzini-organizzatori per dare la parola agli esclusi. Ovviamente l'offerta è stata respinta dagli organizzatori». Susy de Martini, oltre a essere candidato sindaco, è medico e da 35 anni pè al servizio dei malati e del sociale. De Martini ricorda che il sindaco, è anche garante della salute pubblica, circostanza di cui i sindaci eletti negli ultimi anni non si sono mai curati.
La Federazione Prov.le de “La Destra” comunica la nascita di un proprio circolo nel Comune di Taggia.
A guidare il Partito a livello comunale è stato incaricato il Sig. Paolo Rinaldi, da anni impegnato sul territorio con battaglie e proposte di carattere civico e sociale.
“Aderisco con entusiasmo a “La Destra” dell’ On. Storace – dichiara il neo segretario cittadino Rinaldi – con l’obiettivo di costruire un gruppo di lavoro in grado di proporre ed elaborare idee e progetti innovativi nell’interesse della nostra città”
La nuova sezione inaugura questa prima fase di attività aprendo fin da ora la campagna per il tesseramento al Partito; gli interessati possono contattare il circolo telefonando al 333 1449551 o scrivendo una mail a ladestraimperiese@gmail.com mentre su Facebook il contatto da cercare è “Fabio Arma”.
La Federazione Prov.le de La Destra comunica inoltre che sul proprio sito www.ladestraimperia.blogspot.com è possibile reperire tutti i contatti dei nostri referenti sul territorio.
LA DESTRA - Coordinamento Cittadino di Taggia
LA DESTRA - Federazione Prov.le di Imperia
Nel "Gioco del Trota" in pole position la famiglia Scajola: la moglie, i fratelli, il nipote. Paladini-Fusco-Belsito è la famiglia allargata.
Il gioco va avanti e continuerà per tutta la campagna elettorale. Vale la pena di segnalare quali sono i primi risultati del "Gioco del Trota", ovvero la segnalazione e pubblicazione su facebook
dei numerosi protagonisti della parentopoli genovese e ligure. A raccontare le novità è Susy de Martini, candidato sindaco: «In attesa delle sorprese, che nel campo della politica non mancano
mai, la partenza è stata per così dire un classico. La famiglia Scajola ha ottenuto la palma nella prima giornata del "gioco". A parte l'uomo del Colosseo, sono in classifica i due fratelli
Alessandro, vicepresidente del cda del gruppo banca CaRiGe, e Maurizio, segretario generale di Unioncamere Liguria. Non poteva mancare naturalmente il nipote Marco, che essendo consigliere
regionale è il più "trota" di tutti. Un posto nell'acquario di famiglia anche per la moglie Maria Teresa Verda, nel consiglio di Propaganda Fide e con incarichi universitari a Imperia». Un gioco,
ma anche la conferma che a Genova e in Liguria non mancano casi simili a quello di Renzo Bossi, detto "il trota". Sotto la Lanterna sono molti i parenti e gli amici degli amici, piazzati in ruoli
chiave della politica, pagati profumatamente con soldi pubblici. Detto che chiunque può giocare, segnalando nomi e situazioni su face book, si attendono sorprese; perché nel mondo delle famiglie
che usano la politica c'è sempre movimento: «Sarà interessante vedere se qualcuno voterà per lo strano triangolo che va dalla coppia che lega Giovanni Paladini e Marilyn Fusco, esempio perfetto
di familismo nel centro sinistra, a Francesco Belsito che sponsorizzava il leader Idv attraverso la squadra di calcio di quest'ultimo. In questo caso si potrebbe parlare di famiglia
allargata».
Azienda unica del trasporto, Blu Area gratuite per la prima ora, corsie preferenziali libere per le moto, telecamere anti scippo a bordo dei bus, biglietto elettronico. Ecco la formula De Martini
per trasporto e viabilità.
Nella giornata in cui il personale delle aziende di trasporto pubblico locale della Liguria, a cominciare da Amt, scioperano contro «il perdurare dell'inerzia della sul trasporto pubblico» e
quindi contro la sinistra, Susy de Martini, candidato sindaco, rilancia le sue proposte per un trasporto pubblico e privato che abbia come baricentro la qualità della vita dei cittadini. «Il
dramma di Amt è frutto degli errori fatti dalla sinistra in questi anni, che ha sprecato risorse, pagato profumati gettoni di presenza a consiglieri di amministrazione, regalato soldi pubblici a
dirigenti incapaci e coinvolto società straniere che volevano solo speculare sull'azienda. Oggi ci si può salvare con una società unica tra Amt e Genova Parcheggi, che consenta di elaborare
strategie integrate e di far risparmiare soldi pubblici. Già sarebbe un passo avanti per Genova; se poi arrivasse la fusione a livello regionale, tanto meglio».
Poi, rispetto ai diritti dei cittadini: «Creiamo veri parcheggi integrati, come hanno fatto altre città occidentali: questo significa avere il capolinea del bus nel punto esatto in cui si
parcheggia. Ai passeggeri diamo la possibilità di usa un biglietto elettronico che serva per bus, parcheggi, metropolitana e treni urbani: è una soluzione addottata in tutte le grandi città
d'Europa». Il trasporto privato va disincentivato, ma non demonizzato: «Per questo voglio cambiare regolamentazione tariffaria per le Blu Area, che devono prevedere la gratuità per la prima ora
di parcheggio - aggiunge De Martini - a questo modo si dà alle persone il tempo di fare la spesa e ai negozianti la possibilità di sopravvivere. Tutta la politica delle Blu Area attuata dalla
sinistra ha avuto il solo scopo di favorire la grande distribuzione e ammazzare il piccolo commercio». Per chi si muove in moto e in scooter, poi, De Martini ha le idee chiare: «Bisogna fare come
a Milano e dare alle due ruote la possibilità di transitare nelle corsie preferenziali». L'ultimo impegno riguarda le telecamere per le corsie preferenziali: «Le telecamere della vergogna,
sistemate con l'evidente e unico scopo di affibbiare multe, vanno eliminate. Un'amministrazione comunale non può permettersi di essere in malafede verso i propri cittadini. Le telecamere vanno
messe a bordo dei bus in funzione anti borseggio».
La Destra imperiese esprime la propria soddisfazione in merito all’esposizione sulla facciata di palazzo civico di uno striscione in solidarietà ai due marò attualmente detenuti dalle
autorità indiane.
Ringraziamo pertanto il Sindaco Paolo Strescino e la sua maggioranza per aver accolto questa nostra richiesta e per aver dimostrato attenzione e sensibilità nei confronti dei nostri militari e
delle loro famiglie.
In questa fase così delicata inziative di questo tipo contribuiscono in modo significativo a mantenere alta l’attenzione su una vicenda gravissima che viola i diritti internazionali col rischio
di creare un precedente molto pericoloso.
La Destra continuerà a mobilitarsi su tutto il territorio nazionale per chiedere a gran voce al Governo Monti di farsi rispettare in ambito internazionale ed ottenere finalmente la scarcerazione
dei nostri due marò.
Valerio Ramini
Segretario Prov.le LA DESTRA Imperia
Susy De Martini denuncia un nuovo suq abusivo esploso quest'oggi: «Il centro storico trasformato in mercato illegale. La sinistra di Vincenzi e Doria lascia fare»
Piazza de Marini e vico Gibello, nel cuore della Genova medievale e patrimonio Unesco, si sono riscoperte oggi trasformate in un suq a cielo aperto. Naturalmente abusivo. Decine di cittadini
stranieri hanno letteralmente occupato strada e marciapiedi, incuranti delle lamentele di residenti, turisti e Genovesi indignati. Forse consapevoli che la sinistra a Genova rappresenta l'arma
vincente per chi è abusivo, non paga le tasse e non rispetta la legge: «Si tratta dell'ennesimo esempio di degrado e di mancanza totale di controllo del territorio. - dice Susy de Martini,
candidato sindaco della Destra - tollerati dalle maggioranze di sinistra che si sono succedute a Genova, i mercanti abusivi saranno certamente piaciuti a Marco Doria, il sindaco-banchiere No Tav.
A me, ai commercianti che pagano le tasse e alla maggioranza dei Genovesi, invece, non piacciono affatto. E non mi si venga a parlare di integrazione o razzismo strisciante: dire no allo scempio
della nostra bella città è solo un atto di giustizia e di rispetto della legalità».
Ieri mattina al termine delle lezioni alcuni studenti dell’IPC Marco Polo di Ventimiglia hanno esposto uno striscione recante la scritta “libertà per i nostri marò” davanti all’ingresso
dell’istituto.
“Attraverso questa iniziativa abbiamo voluto manifestare la nostra vicinanza ai militari italiani ingiustamente detenuti in India da oltre un mese.
E’ inammissibile che non vengano rispettati gli accordi internazionali e non capiamo l’immobilismo del Governo italiano. Come si fa a rimanere inermi davanti ad un abuso di questo genere?
Chiediamo pertanto al governo Monti di farsi rispettare ed ottenere al più presto la scarcerazione dei due marò. Non vogliamo che restino isolati in questa che forse è la più difficile delle
battaglie combattute” dichiarano gli studenti Stefano Satriano e Simone Roncari di “Gioventù Italiana” promotori dell’iniziativa.
GIOVENTU ITALIANA con LA DESTRA
Nucleo Intemelio
Oggi De Martini in piazza con i sindacati di polizia: «Per Monti è normale che un agente di 63 anni insegua un delinquente di 20. Per noi è una follia, così come lo è la carenza d'organico a
Genova»
Susy De Martini porterà la sua solidarietà ai poliziotti e ai loro rappresentanti che oggi, lunedì 19 marzo, parteciperanno al presidio organizzato sotto la Prefettura, dalle 9.30 alle 13, a
difesa dei diritti di donne e uomini delle forze dell'ordine e contro l'assurda pretesa di riformare il sistema pensionistico senza tenere conto della peculiarità di questa professione: «Monti è
completamente fuori di testa per questo darò la mia solidarietà agli agenti in presidio. Al governo, che aveva promesso di tutelare la specificità degli operatori del comparto, manca qualsiasi
consapevolezza di quanto sia diverso e specifico il lavoro delle forze dell'ordine. Elevare l'età pensionistica degli operatori di polizia significa creare indubbie ripercussioni sull'operatività
del servizio, il tutto in danno della sicurezza dei cittadini. L'attività degli operatori di polizia, gravata da costanti sacrifici tesi a garantire l'efficacia dei servizi di sicurezza e il
mantenimento dell'ordine pubblico, richiede un'alta professionalità e competenze specifiche che mal si conciliano con le misure previdenziali che il governo intende adottare» - dice De Martini.
Poi, rispetto al caso di Genova: «E' diventato ormai intollerabile la carenza di organico che affligge le forze dell?ordine di tutta la provincia di Genova e in particolare il capoluogo. Da
sindaco chiederò al governo di affidare alla città un maggior numero di agenti».
“Chiediamo ufficialmente all’Amministrazione al Sindaco di Imperia di esporre dalle finestre del palazzo comunale uno striscione in solidarietà ai 2 marò italiani prigionieri in India.”
E’ quanto dichiara Valerio Ramini, Segretario Provinciale de La Destra di Storace che prosegue “Sarebbe un gesto significativo per dimostrare la vicinanza della nostra città ai 2 militari
italiani ingiustamente detenuti dalle autorità Indiane. In questa fase così delicata riteniamo sia doveroso mantenere alta l’attenzione su una vicenda gravissima che viola i diritti
internazionali e crea un precedente molto pericoloso.”
La Destra Imperiese esprime inoltre la propria indignazione non solo nei confronti dell'inqualificabile comportamento del governo indiano ma anche nei confronti del governo Monti che ha avuto e
sta continuando ad avere un'azione troppo blanda sulla vicenda.
LA DESTRA IMPERIA
La gronda non è una priorità. Bisogna puntare sul trasporto ferroviario. Fondamentale trasformare la Val Bisagno, seguendo il modello di Valencia
Nella giornata in cui si torna a parlare di gronda, di comitati, di viadotti e gallerie, Susy De Martini, candidato sindaco per la Destra, mette in evidenza l'ipocrisia interessata che muove da
anni le scelte politiche sulle grandi opere: «Al di là delle proteste dei Comitati, la questione gronda non è una priorità, ma l'ennesimo favore che il Pdp, il partito del potere, rappresentato
in Liguria da Claudio Burlando e Claudio Scajola, vuole fare ai grandi speculatori e ai grandi gruppi. La scusa è quello di risolvere un falso problema: quello del traffico viario. Quando in
tutto il mondo e certamente in tutti i Paesi occidentali si spinge per trasportare le merci su rotaie, a Genova siamo gli unici a voler bucare montagne e creare problemi per far viaggiare i Tir.
E' una cosa demenziale, che si spiega solo con il desiderio di favorire i grandi gruppi di interesse, quei poteri forti che in questa campagna elettorale sono rappresentati da Pierluigi Vinai e
dallo stesso Marco Doria». Poi, rispetto alle priorità per Genova: «Quella più importante, quasi fondamentale, riguarda la messa in sicurezza del Bisagno. La deviazione del Bisagno è la soluzione
che propongo. A Valencia è stato deviato, dopo l'ennesima alluvione , il fiume Turia, un corso d'acqua cinque volte più capiente del Bisagno. Quest'opera ha rappresentato per la città spagnola
non solo la risoluzione agli annosi problemi creati dalle disastrose inondazioni del tessuto cittadino ma anche una interessante opportunità di rinnovamento e riqualificazione della città. La
stessa cosa si può fare a Genova e trasformare la Val Bisagno in un'isola felice, con parchi, spazi urbani e di servizi. Altro che gronda».
Susy De Martini a Roma con Storace contro il governo delle banche e della disoccupazione: «A Genova per vincere le elezioni e rilanciare la città. A Roma contro i poteri forti che stanno
massacrando il Paese»
Susy De Martini, candidato sindaco per La destra, ha partecipato da protagonista, questo pomeriggio, alla manifestazione organizzata a Roma, "Contro il governo delle banche, della disoccupazione
e del grande pasticcio No-Tav". Insieme a Francesco Storace, leader della Destra, e a migliaia di persone, De Martini ha ribadito il doppio impegno: per Genova e per il Paese.«Essere in tanti qui
a Roma dà il senso di un'insofferenza crescente per il governo Monti e per i danni che sta facendo alla gente comune. La stessa insofferenza che si percepisce anche a Genova per il banchiere
No-Tav Marco Doria e per Pierluigi Vinai, probabile candidato del Pdl - dice De Martini - sono due personalità che potranno solo affossare Genova del tutto, come oggi il governo Monti sta
affossando la vita di tante famiglie di Italiani. Doria è l'opaco banchiere che al mattino siede nei consigli di amministrazione e alla sera solidarizza con i No-Tav che demoliscono le stazioni
ferroviarie di Genova. Vinai è la controfigura scialba di Claudio Scajola, che come sempre punta a far perdere il centro destra a Genova». Da piazza della Bocca della Verità, dove è stato montato
il palco su cui è salita con Storace, per De Martini è nata una nuova speranza: «Qui a Roma come a Genova noi puntiamo alla vittoria. L'aria è cambiata per il Pdp, il partito del potere incarnato
da Pd e Pdl. Sono l'unico candidato credibile per rilanciare Genova, fa ripartire il lavoro e la ricchezza, fermare il familismo clientelare del Pd». In piazza a Roma, tanta gente comune:
studenti, disoccupati, categorie professionali, artigianali e commerciali: «Vogliamo rilanciare e riscattare la sovranità politica ed economica del nostro popolo, soggetto anche a un possibile
strangolamento che non gli consentirebbe di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento» - ha detto Storace.
Susy De Martini domani a Roma e in corteo e sul palco con Storace per la manifestazione contro il governo delle banche e della disoccupazione. «A Genova dobbiamo battere i due banchieri Doria e
Vinai, che vogliono dissanguare la città»
Susy De Martini, candidato sindaco per La destra sarà domani a Roma per partecipare da protagonista al corteo "Contro il governo delle banche, della disoccupazione e del grande pasticcio No-Tav"
organizzato dal partito di Francesco Storace. De Martini sarà in piazza della Repubblica alle 14.30 e poi sfilerà in corteo fino a piazza Bocca della Verità, dove è stato allestito il palco. Sarà
accanto a Storace durante il comizio finale, nel quale il segretario nazionale attaccherà il governo delle tasse e delle banche. Un tema particolarmente attuale per Genova, dove nella
competizione elettorale il Pdp, il partito del potere che fa riferimento a Pd e Pdl, presenterà proprio due uomini seduti in altrettante Fondazioni bancarie: il banchiere No-Tav Marco Doria e
Pierluigi Vinai, anche lui uomo delle banche. «Due personalità che potranno solo affossare Genova del tutto, come oggi il governo Monti sta affossando la vita di tante famiglie di Italiani - dice
De Martini - Doria è l'opaco banchiere che al mattino siede nei consigli di amministrazione e alla sera solidarizza con i No-Tav che demoliscono le stazioni ferroviarie di Genova. Vinai è la
controfigura scialba di Claudio Scajola, che come sempre punta a far perdere il centro destra a Genova, per continuare la sua gestione consociativa della Liguria insieme al suo sodale Claudio
Burlando». La partecipazione di De Martini alla manifestazione romana ha proprio lo scopo di dire no al governo Monti e rilanciare una speranza per Genova: «I genovesi hanno la grande occasione
di mandare a casa questa sinistra clientelare e vergognosa. Resto l'unico candidato credibile per rilanciare la città». La Destra comunica che migliaia e migliaia di persone comuni, studenti,
disoccupati, categorie professionali , artigianali e commerciali sfileranno per le vie di Roma.
Alcuni militanti della Destra, giovani fra i 20 e i 25 anni, hanno provato a cancellare, sulla base della statua di Vittorio Emanuele in Piazza Corvetto, le scritte degli antagonisti No Tav
comparse nei giorni scorsi, durante le manifestazioni contrarie alla visita del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli a Genova.
Susy De Martini, candidata sindaco del partito di Storace, ha ribadito le ragioni dell'iniziativa, già ventilata nei giorni scorsi: «Vogliamo una città pulita senza scritte ingiuriose nei
confronti delle autorità - ha spiegato De Martini - i nostri giovani hanno dato un segnale forte, che dovrebbe far riflettere molti esponenti della sinistra cittadina che non hanno condannato
quanto accaduto nei giorni scorsi a Genova. Inoltre voglio sottolineare quanto sia assurdo che per pulire i muri o le statue della propria città si debbano attraversare lunghi tunnel burocratici.
Siamo al paradosso: abbiamo chiesto a Comune e Questura se potessimo portare avanti questa iniziativa, ma dopo molte sollecitazioni non ci sono state date risposte. Per fare una scritta ci vuole
un attimo, per cancellarla un iter burocratico, ma è possibile tutto ciò? Abbiamo provato a ripulire la statua di Vittorio Emanuele in Piazza Corvetto armati solo di acqua e sapone perché ci è
stato impedito di utilizzare altri tipi di prodotti».
Equitalia Usura di Stato”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Tante. E, siccome vogliamo vederci chiaro, abbiamo studiato. Ed abbiamo riportato prove. Ne riportiamo solo tre.
1) La Corte di Cassazione (sentenza 4077) accoglie il ricorso di un contribuente campano il quale denunciava d’aver subito un’iscrizione ipotecaria da parte di Equitalia per un debito di appena 916,93 euro. Eppure, l’utilizzo della misura cautelare ipotecaria è legittima soltanto per debiti tributari superiori ad 8.000 euro (art. 77 del DPR 602/73). La Cassazione ha accolto positivamente la denuncia del contribuente ed ha imposto a Equitalia uno stop all’utilizzo indiscriminato dell’ipoteca per debiti esattoriali.
2) Salvatore Cammisa, dirigente degli uffici di Caserta di Equitalia Polis SpA, è stato rinviato a giudizio per il reato di cui all’articolo 644 (commi 1, 3 e 5 numero 1) del Codice Penale: l’accusa è di applicazione di tassi usurari. L’imprenditore M.P., nel dicembre 2008, apprendeva da un estratto di Equitalia di esserle debitore per un importo di circa 100.000 euro. Chiesta e ottenuta una dilazione, iniziava a saldare rate da 10.000 euro mensili. Dopo aver saldato le prime rate, l’imprenditore era costretto a interrompere i pagamenti in conseguenza della crisi del suo comparto. Un anno dopo, nel dicembre 2009, a seguito di un secondo estratto relativo alla sua posizione, apprendeva con somma meraviglia che, in assenza di ulteriori notifiche di cartelle, il suo debito – che sarebbe dovuto diminuire in virtù dei pagamenti rateali effettuati – era invece aumentato a circa 200.000 euro. Equitalia, cioè, applicava gli interessi sugli interessi già maturati. La questione (Salvatore Cammisa) è allo studio della Magistratura.
3) Una cartella-beffa di Equitalia é stata recapita alla Sos Service di Cagliari, un’azienda consorziata con l’Aci per il soccorso stradale 24 ore su 24. Un debito da 5 centesimi si é trasformato in un conto di 62 euro. 1.240 volte superiore alla cifra iniziale.
Ah… Mario Monti sostiene fermamente Equitalia.
Per questo, e contro i cittadini vessati dai maniaci dell’usura, i militanti di “Gioventù Italiana con La Destra” hanno apposto, a Genova, uno striscione contro Equitalia senza recare danno a niente e nessuno. Uno striscione per sensibilizzare gli Italiani. Le cose devono cambiare. E noi avremo un posto in prima linea
Genova, che ha dato i natali alla famiglia Costa, è scioccata dall'accaduto della nave "Concordia".
17 dispersi e 3 morti a 50 metri dalla costa e con la tecnologia del 2012 sono inaccettabili.
Ci auguriamo che la Procura faccia luce al più presto sulle responsabilità, ma soprattutto sul comportamento del comandante e del suo secondo e se le operazioni di evacuazione della nave
sono state condotte in modo corretto e professionale.
Non e'il momento degli allarmismi né delle accuse. In situazioni del genere è facile che la paura prenda il sopravvento e va fatto quindi un plauso a tutto l'equipaggio, soccorritori e
abitanti dell'isola del Giglio che si sono prodigati per i naufraghi.
Il nostro interrogativo è se la "Concordia" navigava vicino all'isola per evitare virate che fanno consumare carburante, se la nave sia lasciata esclusivamente in balia della tecnologia
per non spendere in personale "umano" che integrasse il GPS, ma soprattutto se la vita 4000 persone era stata affidata a persone competenti, dal mozzo al comandante si intende, o se anche
in questo caso si è preferito risparmiare.
Insomma La Destra si chiede se logiche economiche, o meglio massimo profitto e minima spesa siano state le cause della sciagura della "Concordia" e rispecchi quindi una situazione
mondiale dove il capitalismo sfrenato e la bramosia di guadagni mette a repentaglio la vita di tutti noi.
La Destra Federazione di Genova
Questa notte i militanti di Gioventù Italiana - La Destra
hanno deciso di far sentire la sua voce contro la decisione
di chiudere o ridurre le strutture ospedaliere, come il Gallino,
punto di riferimento per il ponente.
La soluzione alla cronica mancanza di liquidità e organizzazione
non si risolve vendendo tutto quello che può dare un guadagno
immediato o privatizzando le strutture.
Stato sociale significa anche servizi sanitari e strutture sanitarie
presenti sul territorio, efficienti e gratuite.
Lo stato sociale non può soccombere dinanzi alla crisi economica
ne' dinanzi alla mal gestione della sanità e del bilancio da parte della regione.
La regione vuole concentrare tutto su Galiera e S. Martino,
eliminando strutture periferiche come Pammatone o posti letto
presso l'ex ospedale di Quarto, importante polo per geriatria e malattie mentali:
basti pensare che il settore geriatria ha visto una riduzione dei posti letto da 120 a 70.
La soluzione non e' questa e La Destra non può tacere davanti allo sfascio della sanità ligure.
La Destra federazione di Genova
In settimana sono comparsi manifestini dei centri sociali che
annunciavano la vittoriosa occupazione di una palazzina di 5 piani in via dei Giustiniani.
Si annunciava anche l'organizzazione di un concerto, al prezzo "proletario" di €5 per sostenere le spese legali, cito il testo " che i compagni dovranno sostenere in quanto raggiunti da denunce
dell'apparato oppressivo".
A parte il linguaggio che denota che questi signori non sfogliano il calendario da almeno 30 anni La Destra si chiede come la Giunta di sinistra, guidata dalla Vincenzi, non intervenga d'intesa
con il prefetto per sgomberare immediatamente la palazzina.
Bisogna aggiungere che la suddetta palazzina e' stata dichiarata inagibile dal 2006 e per questo evacuata, quindi lo sgombero sarebbe legato non solo a motivi di ordine pubblico, di cui il
sindaco non si interessa minimamente da un lustro, ma legato a motivi di incolumità pubblica, in primis degli occupanti abusivi.
La Destra spera davvero che la giunta non voglia autorizzare la nascita di un nuovo centro sociale nella Superba, solo per potersi aggiudicare una manciata di voti in vista delle elezioni.
Non crediamo che la cittadinanza, autrice delle denuncia, possa capire perché se un commerciante vuole aprire un negozio deve pagare, per ipotesi 500€ al mese più tasse e spese e invece i signori
in questione tranquillamente occupano edifici privati e vi si insediano con il tacito assenso delle istituzioni.
Dove e' finito l'articolo 3 della Costituzione che dice che siamo tutti uguali e dobbiamo avere pari opportunità?
E il rispetto delle leggi?
E' già stata presentata una mozione in sede di consiglio comunale dal consigliere Gianni Bernabo' Brea.
Ma la risposta dell'assessore Bruno Pastorino, che stranamente non si è fatta attendere, fa rabbrividire: l’assessore si complimenta con i centri sociali perché “non hanno bandito il
dialogo”.
Incredibile! Ci complimentiamo con loro perché accettano una norma fondamentale di civile e democratica convivenza.
Il canone, continua Pastorino, sarà ridotto del 90%, detto in parole povere noi cittadini pagheremo quel 90%, ma siamo sicuri che tutti i genovesi iano d’accordo?
Si parla di protocollo d’intesa tra comune e centri sociali, ma perché l’assessore non parla del suo contenuto?
In un accordo ci sono diritti e doveri, il dovere del comune, ossia i nostri doveri, sono ridurre il canone d’affitto e garantire nuove sedi idonee, ma dei doveri dei centri sociali non ve ne è traccia.
Siamo d’accordo sulla necessità di organizzazioni aggregative per le giovani
generazioni, ma nel rispetto della legge e delle pari opportunità. Cosa che sembra mancare in questo progetto.
La Destra Federazione di Genova
Le telecamere di sorveglianza, debitamente segnalate, hanno infatti ripreso i volti di due persone in divisa da agenti della Polizia Municipale, più un altro individuo in abiti civili, intenti a strappare gli adesivi de La Destra affissi sullo stipite della porta.
Assolutamente inaudito che agenti di polizia locale invece che svolgere il loro dovere, per cui sono pagati con i soldi dei cittadini, si dilettino a strappare adesivi di un partito politico in forte crescita a Savona e in provincia, equiparandosi a dei ragazzini con tanto tempo libero.
Confidiamo negli inquirenti già al lavoro sull'accaduto, ma confidiamo anche nel sindaco e nelle forze politiche di sinistra che lo sostengono, affinché condannino gesti che minano la quieta e democratica convivenza.
Alle parole del segretario si aggiungono il segretario provinciale de La Destra Savona, Alberto Viola, i consiglieri comunali de La Destra di tutta la provincia di Savona, in primis Chiara Vignoli e Matteo Scelti.
Una telefonata del segretario nazionale di Gioventù Italiana, consigliere comunale Gianni Musetti, ha subito raggiunto i responsabili locali per esprimere la sua solidarietà e vicinanza ai giovani ragazzi di Destra che da Giugno sono continuamente sotto attacco. A breve ha anche annunciato una sua visita.
Francesco Gandolfi
La Federazione Provinciale di Imperia de "La Destra" comunica la nascita del Coordinamento Cittadino di San Lorenzo al Mare: a guidare il partito nel comune rivierasco ed in tutta la valle del
San Lorenzo sarà Massimo Barbato, già militante nelle fila del Movimento Sociale Italiano, fra i primi nella zona ad abbracciare il progetto politico de La Destra di Francesco Storace.
La nuova sezione inaugura questa prima fase aprendo fin da ora la campagna per il tesseramento al Partito, gli interessati possono contattare il circolo telefonando, in ore serali, al 3495150812
o scrivendo una mail a ladestraimperiese@gmail.com <mailto:ladestraimperiese@gmail.com>
La Federazione Provinciale de La Destra comunica inoltre che sul proprio sito www.ladestraimperia.blogspot.com <http://www.ladestraimperia.blogspot.com/> è possibile reperire tutti contatti dei nostri referenti sul territorio.
LA DESTRA - Federazione Prov.le Imperiese
LA DESTRA - Coordinamento cittadino di S.Lorenzo al mare
E' notizia della settimana che da gennaio le corse dei treni saranno ridotte e per compensare i cittadini dei disagi saranno anche aumentati abbonamenti e biglietti.
La giunta Burlando ha dunque pensato di far cominciare bene il 2012, quando gli Italiani dovranno affrontare spese come ICI sulla prima casa e canone RAI si troveranno con un'ulteriore stangata
sul bilancio familiare.
Insomma oltre il danno la beffa.
Dulcis in fundo alcuni Eurostar non si fermeranno più a Chiavari e Rapallo dimenticando che questo danneggerà sicuramente il turismo e l'economia.
Non capiamo perché la sesta città italiana debba essere così mortificata dal punto di vista ferroviario e perché la regione abbia deciso di colpire proprio chi usa il treno, colpendo i pendolari,
quasi che andare al lavoro fosse una colpa.
La Destra sociale che rappresentiamo non può non intervenire e annuncia l'apertura delle proprie liste elettorali per Comune e Provincia al maggior numero di pendolari possibile e in particolar
modo alle associazioni che li rappresentano.
Bankitalia vuole far tornare gli italiani a pagare una tassa ingiusta e odiosa come l'Ici? Nulla di nuovo sotto il sole: è tipico del sistema malato e criminale della banche e dell'alta finanza vivere sulle spalle di cittadini ignari e tartassati di sacrifici e ingiustizie.
Bankitalia vuole reintrodurre una tassa odiosa come l'Ici? Nulla di nuovo sotto il sole, è tipico del sistema malato e criminale delle banche vivere sulle spalle di cittadini soffocati da
ingiustizie e soprusi. È ora che i sacrifici li inizi a fare il sistema bancario, a partite proprio dalla "nostra" Banca d'Italia: per questo motivo
nella nottata i ragazzi di Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra, hanno provocatoriamente affisso uno striscione davanti all'ex sede imperiese della Banca d'Italia, accompagnato da
alcuni volantini esplicativi.
Analoga azione dimostrativa è stata contestualmente compiuta dal movimento in numerose città Italiane.
Forse non molti sanno che, di fatto, la Banca Centrale Italiana - così come tantissime altre banche centrali europee, BCE compresa – non è affatto pubblica (nonostante il nome ingannevole) ma è
assolutamente privata, con la conseguenza di un inevitabile conflitto tra interessi pubblici e privati. Il risultato di questa incredibile situazione è l'abnorme debito pubblico accumulato negli
anni dallo Stato italiano (circa 1.900.000 miliardi di Euro); in pratica ogni bambino che nasce oggi in Italia ha già qualcosa come 31.000 Euro di debito a proprio carico!
Un altra causa fisiologica dell'aumento del debito pubblico è sicuramente il signoraggio bancario: sono le Banche Centrali a stampare le banconote e non lo Stato, quest'ultimo è costretto quindi
a prenderle in prestito oneroso dalle banche ad un valore di gran lunga maggiore del loro effettivo costo di produzione; la differenza tra il costo che le banche affrontano per la produzione del
denaro ed il valore nominale e di facciata che esso andrà poi ad assumere è chiamato signoraggio. L'effetto principale di questo sistema iniquo ed usurocratico che riduce i popoli alla fame è
l'inestinguibilità del debito pubblico; questo potrà essere estinto solo con la riappropriazione da parte dello Stato della sovranità monetaria, ossia con il ritorno di questo a battere moneta
propria.
È venuto il momento di alzare la testa e di aprire gli occhi, non ci faremo strozzare dal cappio dell'usura!
Chiediamo più sacrifici per le banche e meno tasse sui cittadini! A pagare siano i veri colpevoli della crisi economica, ovvero banche private ed alta finanza!
GIOVENTU ITALIANA CON LA DESTRA - IMPERIA
Tel. 366 4052259
Operai del comune mandati dal sindaco a disegnare strisce blu invece che pulire i letti dei fiumi e i tombini
Questa mattina il nostro addetto stampa de La Destra aveva scritto un comunicato per denunciare che la giunta Vincenzi aveva mandato nei giorni scorso gli operai del comune a disegnare le strisce blu a S. Fruttuoso anziché pulire i tombini e i letti dei fiumi.
Evidentemente l’esperienza non insegna nulla, la settimana scorsa nello spezzino, ottobre dell’anno scorso a Sestri Ponente.
Perché non sono state prese le misure necessarie per evitare sette morti e danni ingentissimi che metteranno in ginocchio commercianti e gente comune come noi?
Perché la giunta si occupa di assicurarsi delle entrate da dei parcheggi peraltro abusivi piuttosto che impegnarsi per evitare la tragedia che stiamo vivendo?
Chi sono i responsabili? Chi di loro riuscirà questa notte a dormire sonni tranquilli avendo sulla coscienza il dramma della sesta città italiana?
Siamo consapevoli che la quantità d’acqua scesa e’ assolutamente eccezionale, tuttavia era da più di due giorni che si sapeva dell’allerta e forse si sarebbero potute chiudere già venerdì le
scuole.
Se i responsabili sono sindaco e giunta che provvedano ora in una situazione di emergenza a gestire i soccorsi, ma che poi corrano a Palazzo Tursi per scusarsi con la popolazione e per sottoporsi
al suo giudizio.
Ovviamente La Destra esprime solidarietà, per quel che può servire, alle famiglie delle vittime.
La Destra
Federazione di Genova
Finalmente l’assessore alla sicurezza, Scidone, il 20/09 ha ammesso che a Genova ci sono dei seri problemi di sicurezza.
Ma per farglielo ammettere c’è stato bisogno di una notte di follia a Sampierdarena con accoltellamenti, assalti ai bus come se fossero diligenze del far west e disordini di ogni tipo provocati dai sudamericani irregolari che hanno colonizzato il ponente.
Sono ormai anni che il nostro consigliere comunale, Gianni Bernabò Brea, denuncia il degrado e il senso di insicurezza patito dai cittadini.
Mai una risposta dal comune, ma tante dal crimine: da una parte politici corrotti che si fanno aiutare dai camorristi per essere eletti, dall’altra parte prostitute di giorno nei vicoli a due passi da Palazzo Tursi e di notte alla Foce e a Carignano e furti sui mezzi pubblici in aumento.
Come ha riconosciuto lo stesso Scidone si sta per raggiungere il livello dei reati conteggiati ad aprile 2010, insomma un quadro tutt’altro che positivo: le risposte, come il divieto di vendita di alcolici dopo una certa ora, sono del tutto insufficienti e altre, come il presidio fisso della polizia locale davanti alla commenda di Prè, resta per ora un’utopia dato che la municipale non sembra una frequentatrice assidua di quella zona o forse semplicemente si è persa per strada.
Il comune scarica la responsabilità sul tribunale che non ha soldi per mandare i ragazzi in comunità e li rimette in libertà, ebbene noi de La Destra proponiamo di smettere di pagare le bollette ai centri sociali e il mantenimento dei campi rom, così da far risparmiare i cittadini.
Per la sicurezza La Destra ritiene opportuno impiegare i militari operativi a Genova per pattugliare in forze il centro storico, notte e giorno e metterli in pianta stabile su obiettivi “sensibili” come la commenda, Sampierdarena e stazioni ferroviarie.
Risposte concrete a problemi di tutti i giorni, ecco la soluzione targata La Destra Genova.
Genova 20 Settembre
“Il momento di crisi non solo economico, ma anche identitario e culturale della nostra Nazione, aggravato dal sistema mondialista che tende alla omologazione dei popoli al servizio del consumo,
ha determinato da un lato la frammentazione politica, ideologica e sociale in molte anime, ma dall’altro ha incentivato ad una forte presa di coscienza del ruolo degli antagonisti che da
sempre
preannunciavano questo periodo. L’orizzonte che si staglia di fronte alle nuove generazioni italiane, è caratterizzato da paure, incertezze e da un diffuso senso di precarietà. A fronte di tutto
ciò emerge l’esigenza di una maggiore coesione da parte dei movimenti che da sempre hanno rappresentato la destra sociale giovanile italiana in questo scenario di torpore e di assopimento
generazionale. Non si tratta di una convergenza di natura politico-elettorale, ma è la volontà di costruire qualcosa di duraturo e definitivo, non mirando al raggiungimento di eventuali obiettivi
nell’immediato, ma di una sfida che dovrà cambiare il modo di pensare delle future generazioni. Tutto questo si sintetizza in un’unità di pensiero ed azione che vuole vedere i due
rispettivi
movimenti giovanili protagonisti del nostro tempo sulla scena nazionale, come è stato ieri, come è oggi e soprattutto come sarà domani. Nella certezza che l’Italia ha sempre dato il meglio di sé
quando i giovani si sono proposti come motore della storia cambiando le sorti del proprio e del nostro futuro così come fu l’unità d’Italia, allo stesso modo oggi mettiamo in discussione i
tradizionali stereotipi della partitocrazia per unire in un’unica comunità d’intenti le energie sane delle giovani e gagliarde generazioni italiane. Considerando che quanto precedentemente
affermato sia di input e di slancio per la realizzazione dei comuni obiettivi. Nella convinzione che questa iniziativa possa essere di stimolo a una maggiore riflessione e convergenza
per entrambi i soggetti politici che ci
rappresentano”.
Nell’incontro che ha sancito un gemellaggio stabile e forte tra i movimenti giovanili de La Destra e della Fiamma Tricolore erano presenti i rispettivi Segretari Nazionali, Gianni
Musetti e Dennis Scotti, Alessandro Balocco, Coordinatore Nord Italia di Gioventù Italiana, Irene Maniscalco, Segretario Regionale
della Liguria di Gioventù Italiana e Francesco Gandolfi, Responsabile Organizzativo della Liguria di Gioventù Italiana.
Addetto Stampa
Giuseppe Sarra
Ad oggi i genovesi hanno bisogno di due cose: parcheggi e poche tasse.
Una buona amministrazione comunale risponderebbe subito alle esigenze dei cittadini forzando la azienda dei trasporti pubblici a non rincarare il prezzo del biglietto o smettere di pagare la bolletta della luce ai centri sociali.
La giunta Vincenzi invece risponde aumentando la tariffa delle zone blu, aumenta le aree di sosta a pagamento e riduce una via principale come corso Italia da due a una corsia.
La sosta nelle onnipresenti blu area ammonta alla follia di 2.50€/ora, una tariffa che non esiste in nessun’altra città italiana, e non contenti di questa anomalia hanno anche provveduto a estendere le zone blu anche a quel “polmone bianco” di san Fruttuoso.
Ecco la ragione dello striscione di Gioventù Italiana - La destra, affisso questa sera presso il ponte monumentale, denunciare la lontananza di questa giunta dai propri concittadini.
Non siamo limoni da spremere, ma persone da valorizzare, questo dovrebbe diventare il motto di tutti i cittadini genovesi, di cui saremo orgogliosi di farcene ambasciatori in consiglio comunale, grazie al nostro consigliere Gianni Bernabò Brea.
Gioventu Italiana Imperia e l'associazione di promozione sociale Spazio Avalon intraprendono oggi un percorso di collaborazione con la Comunità Solidarista Popoli (ONLUS) lanciando una campagna
di solidarietà per il popolo Karen, vittima delle mine antiuomo birmane.
L'iniziativa consiste nel raccogliere linguette di lattine attraverso i vari punti di raccolta istituiti dai promotori del progetto presso la sede di Via Strafforello 28, scuole superiori e vari
esercizi commerciali imperiesi. Per ogni chilogrammo di alluminio raccolto sarà possibile ottenere protesi destinate ai feriti di etnia Karen oggetto di orribili mutilazioni causate delle mine
terrestri birmane.
Popoli è presente in Birmania dal 2001 con cliniche mobili dove operano medici specializzati in grado di garantire assistenza alla minoranza etnica dei Karen perseguitata dalla narcodittatura di
stampo comunista birmana; una di queste cliniche è stata intitolata alla memoria dello scrittore e camerata Carlo Terracciano.
Il popolo Karen rivendica la terra dei propri padri e ne difende fieramente tradizioni ed identità opponendosi con le armi alla giunta militare birmana da sempre immischiata nel grande traffico
di stupefacenti; i Karen conducono la loro lotta di liberazione nazionale rifiutando i facili guadagni del narcotraffico al quale si oppongono fermamente per convinzioni etiche e politiche.
Invitiamo pertanto i cittadini interessati all'iniziativa a raccogliere le linguette delle lattine ed a portarle periodicamente alla nostra sede di Via Strafforello 28 o agli altri punti di
raccolta istituiti sul territorio.
Per maggiori informazioni contattare il numero 3773063180 o la mail spazioavalon@gmail.com
LA MIA PATRIA E' LADDOVE SI COMBATTE PER LA MIA IDEA!
Nella notte di Domenica presso l’ex colonia di Rovegno si è consumato un rave party, che di “party” ha veramente poco, infatti si è concluso con la morte di un giovane e il ricovero di una ragazza al San Martino per abuso di sostanze stupefacenti unite all’alcool.
Non riusciamo a capire perché non si sia intervenuti preventivamente per evitare il rave, ma soprattutto non ci capacitiamo di come l’amministrazione comunale di Rovegno non si sia ancora attivata per ristrutturare e riconvertire la struttura dell’ex colonia, che a detta delle educatrici che ci lavorarono era una struttura all’avanguardia ed efficiente, luogo di educazione e svago per bambini e non di vandalismo e morte.
Senza contare che nella terra antistante la colonia giacciono centinaia di soldati barbaramente giustiziati al termine della seconda guerra mondiale, con la colpa di indossare la divisa della Repubblica Sociale Italiana, commemorati ogni mese di Maggio dalle associazioni reduci RSI e da noi de La Destra – Gioventù Italiana.
Oltre a non capire il disinteresse dimostrato dall’amministrazione comunale, non capiamo come dei ragazzi come noi di Gioventù Italiana possano scegliere di vandalizzare una struttura, di darsi appuntamento per drogarsi a tal punto di mettere a repentaglio la propria stessa vita.
La Destra – Gioventù Italiana pertanto si attiveranno inviando una lettera all’amministrazione comunale per sollecitare la ristrutturazione dell’ex colonia o per lo meno la sua messa in sicurezza tramite adeguata recinzione per evitare intrusionic non autorizzate.
La Destra – Gioventù Italiana Liguria.
L’operato di “SuperMarta” è sotto gli occhi di tutti. E ci sembra fin troppo banale criticarlo.
Ma Genova è una città assai estrosa, si sa: si vuole scoraggiare il trasporto privato (telecamere, fotografie, multe, divieti, aree blu, e quant’altro) e, per contro, che si fa? Beh, ovviamente, AMT, invece di approfittarne per rilanciarsi, adotta una politica passiva (con prezzi a dir poco inquietanti) e rivoluziona (senza nessun criterio) le corse dei mezzi pubblici.
Prendiamo in esame, per esempio, la Val Bisagno: il 48 parte da Molassana e, invece di passare dal centro città, va a San Martino. Qualcuno ci dovrà spiegare il senso di questa scelta. Ammesso che un senso ce lo abbia.
A quanto ci risulta, AMT percorrerà 2.000.000 di chilomentri in meno all’anno. Risparmierà, cioè, in carburante, assicurazioni, stipendi, riparazioni dei mezzi, pneumatici ecc, ecc. Ma quale incasso avrà se il suo servizio è sempre più carente e, dunque, sempre più inviso ai cittadini?
Già: chi pensa ai cittadini? Poniamo il caso di abitare ad una decina di chilomentri dal centro (quindi a Molassana, o a Cornigliano, o a Nervi, per esempio) e di dover andare in centro:
1) andando con lo scooter (con il quale si impiegherebbe una decina di minuti) non c’è posteggio;
2) andando con l’automobile (con la quale si impiegherebbe una ventina di minuti) non c’è posteggio;
3) andando con l’autobus, si dovrebbe correre ai ripari chiedendo una mezza giornata di ferie e comprando una buona dose di stupefacenti. Sì, stupefacenti, avete capito bene: perché, per salire sugli autobus, ci vuole essenzialmente un coraggio oltreumano. Negli autobus, infatti, la puzza è di quelle insopportabili e, come se non bastasse, c’è sempre qualcuno che ti spinge o che guarda se può rubarti qualcosa. Insomma, prendere l’autobus è una specie di “Odissea contemporanea”.
Tornando a parlare della nostra cara SuperMarta e del suo operato riguardo alla viabilità, come possiamo non parlare della “nuova” via XX settembre, appositamente rivista e corretta in edizione “fabbrica-multe”?
Tutti, infatti, avrete notato come il tratto più in alto della principale arteria genovese (ci riferiamo a quel tratto in cui, per Euroflora, era stata sfoggiata quella cosa con l’erba ed i vasi… che qualcuno ha osato chiamare “rambla” ma che a noi sembrava nulla più che un’aiuola) sia diventato terra di conquista da parte degli agenti di polizia: non abbiamo nulla contro chi svolge il proprio lavoro con diligenza. Ma non ci va giù il fatto che il nuovo (ed immotivato) divieto sia segnalato con un misero
Che la criminalità organizzata abbia invaso le strade della nostra città non è affatto una novità. Basta mettersi un paio di scarpe ai piedi, fare due passi, ed osservare: le prostitute battono sempre accanto allo stesso lampione, come se “qualcuno glielo avesse affittato”; “vu cumprà” stazionano indisturbati, con le loro sacche senza fondo, “alla Mary Poppins”, in ogni angolo della città; nord-Africani, armati di unghie vomitevoli e di denti d’oro, attendono agli angoli delle strade, Italiani a cui vendere felicità sottoforma di polvere bianca o di chissà che altro.
Già, ad Italiani. Siamo noi, noi Italiani, proprio noi, a finanziare tutto questo con le nostre inappaganti scappatelle a pagamento, o con il nostro Moncler difettoso e cucito un po’ alla buona, o con le nostre banconote arrotolate ed i nostri nasi arsi.
Vincenzi e Burlando hanno scelto parole allarmanti del tipo: “molti negozi chiudono perché viene richiesto il pizzo”; “la piovra coinvolge tutta la Liguria ed allunga i suoi tentacoli fino al basso Piemonte”.
Ma la domanda è, e non può non essere: “se i vari Burlano & Vincenzi & Co vedono, allora perché tutto ciò continua, continua, continua e continua? Perché si resta ad osservare? Che cosa si aspetta”. Ah, già, dimenticavamo: dimenticavamo che “la mafia non si può negare sennò ci mangia”: non è vero, Burlando? Alla faccia dell’amministratore!!!
Possiamo consolarci con la commissione antimafia (toh, una task force? una lobby?) guidata da Pisanu, che arriverà tra il 25 luglio ed il 27 luglio? Possiamo davvero essere tanto arroganti da poter aspettare e sperare? No, affatto. No, affatto, se siamo buoni cittadini e se si è buoni amministratori.
Per ora, noi di Gioventù Italiana ci limitiamo a segnalare che il nostro partito, La Destra, è immune da ogni possibile accusa: e non è un vanto (sarebbe triste vantarsi di non essere mafiosi), ma solo una constatazione.
Essere puliti, purtroppo, è diventato un’eccezione. Ed i consiglieri che rispondono ai nomi di Aldo Praticò (consigliere comunale, Pdl), di Alessio Saso (consigliere regionale, Pdl), di Vincenzo Moio (ex vicesindaco di Ventimiglia, ex An, ora Pdl) potrebbero saperne qual cosina, ma speriamo vivamente che tali politici siano immuni dall’aver commesso reati o di essersi collusi con la malavita organizzata.
Gioventù Italiana – La Destra si è impegnata, si impegna, si impegnerà contro ogni tipo di delinquenza.
A.F. per Gioventù Italiana Liguria
Ieri sera il vice segretario regionale de La Destra, Federico Mallucci, ha fatto visita alla federazione di Savona trovando che con le amministrative di Maggio ha potuto riabbracciare la sua vocazione territoriale, ripartendo dalle realtà laddove è possibile un contatto più diretto con i cittadini.
Mallucci si è dichiarato favorevolmente colpito dal lavoro svolto dai militanti per ricostruire La Destra nel savonese, una vera destra nazionale e sociale che si batte seriamente per i problemi dei cittadini, quali la mancanza e il cattivo stato di manutenzione delle abitazioni popolari di Savona, tema che da oggi sarà prioritario nell’agenda de La Destra.
Il segretario provinciale Viola ha ufficialmente comunicato l’imminente apertura di una sede nella città di Savona, in aggiunta a quella già esistente di Finale Ligure, in modo che possa diventare scuola di cultura e valori soprattutto per il folto movimento giovanile che La Destra sta coltivando nel capoluogo di provincia.
Nei prossimi mesi si darà avvio a una nuova campagna affissione in tutta la provincia, soprattutto nelle zone guidate dai nuovi coordinatori, che da oggi permetteranno un contatto ancora più diretto con la cittadinanza.
Gioventù Italiana si dissocia dalle parole di Gianni Plinio pronunciate al termine della messa celebrata in suffragio di Giorgio Almirante.
Il sig. Plinio al termine della funzione ha intrattenuto i partecipanti con una breve storia di chi era Giorgio Almirante: il problema non è ciò che ha detto, ma la sua presenza come oratore, che fa pensare subito alla ricerca di un palcoscenico o altare che si voglia per farsi pubblicità in vista delle comunali del prossimo anno, o comunque per rialzarsi dopo il fiasco alle elezioni regionali.
Non sembra giustificabile il suo intervento solo perché ex militante del Movimento Sociale, la chiesa dove si celebrava la messa era piena di ex missini, anzi forse sarebbe stato più opportuno far parlare qualcuno di esterno alla politica, cosa che non risulta per il signor Plinio.
Gioventù Italiana Genova non si limita a criticare, ma propone delle vere soluzioni e si attiverà entro la settimana per far presente agli organizzatori tale disappunto, provato anche da molti dei partecipanti, e proporrà che dal prossimo anno a ricordare la vita di Giorgio Almirante sia uno storico, sicuramente più qualificato di tutti noi.
Onde evitare polemiche sterili si precisa che Gioventù Italiana stima Plinio e tutti i politici che si battono per una causa, tanto è vero che fu proprio un nostro militante a segnalare la presenza in corso Gastaldi della scritta “Plinio appeso” e grazie a tale segnalazione il comune si adoperò alla rimozione.
L’oggetto di critica non è dunque la presenza di Plinio alla funzione religiosa, ci mancherebbe altro, ma la strumentalizzazione della commemorazione ad opera dell’ex consigliere regionale.
Sono parole forti quelle sugli striscioni de la Destra (a Savona all’altezza del Priamar) affissi ancora una volta in contemporanea su tutta la regione, ma forte è anche lo sdegno nei confronti del governo brasiliano e di Cesare Battisti.
Il paese sudamericano vergognosamente non adempie ai propri doveri internazionali estradando un criminale pluriomicida, adducendo come pretesto che “il Battisti sarebbe perseguitato per le sue idee politiche”, come se fosse l’Italia il paese in difetto solo perché chiede di poter fare giustizia.
Cesare Battisti non è uomo, se lo fosse avrebbe affrontato i processi a suo carico in questi anni e ora verrebbe a pagare il suo debito con la società italiana.
Vogliamo ricordare a tutti coloro che hanno speso una parola in difesa di questo criminale che Battisti apparteneva al gruppo Proletari armati per il comunismo, che come dice lo stesso nome non erano la CARITAS, ammazzavano a sangue freddo tutti coloro che collaboravano con l’amministrazione penitenziaria, come il maresciallo Antonio Santoro, Andrea Campagna, agente della DIGOS.
Uccise anche Pierluigi Torregiani e Lino Sabbadin, gioielliere e macellaio, colpevoli di aver reagito a una rapina.
Caro governo brasiliano e cari sostenitori di Battisti andate a chiedere ad Alberto Torregiani, che vive su una sedia rotelle da quando rimase ferito nell’attentato mortale al padre ad opera di Battisti, se l’estradizione è giusta o nò
La segreteria regionale di “Gioventù Italiana” è orgogliosa di ringraziare i suoi militanti per l’impegno dimostrato in occasione della campagna referendaria.
Abbiamo dimostrato, se ancora non fosse chiaro, che ci siamo.
E da qui dobbiamo prendere spunto per crescere.
Stringiamo idealmente la mano a tutti coloro che, nel nome delle nostre idee, hanno lavorato nell’ombra, hanno prestato il loro impegno ed il loro tempo, hanno dato visibilità alle nostre speranze.
La grande opera di volantinaggio e di affissione merita sicuramente ampie lodi. Soprattutto siamo fieri delle capacità di coordinamento mostrate dalle segreterie provinciali che, in occasione dell’iniziativa “uno striscione per provincia”, hanno appeso simultaneamente uno striscione per l’acqua pubblica in ogni provincia della nostra Regione. Grazie a tutti.
È bene che tutti sappiano che ciò che ci proponiamo di fare non è altro che l’unica cosa che possiamo fare: lottare per ciò in cui crediamo. Perché la politica non è fatta solo di parole come “insabbiamento”, “propaganda”, “potere”, “omertà”, “doppiogiochismo”: la politica è fatta anche di gesti genuini e gesti d’amore e di parole come “idea”, “passione”, “speranza”.
Ed è proprio per questo che vorremmo porre l’attenzione di quante più persone possibili su ciò che è successo ieri sera. I programmi Tv della serata di ieri, 13 giugno 2011, sono stati, infatti:
Rai uno: ore 21.15, “La Lancia del Destino”; ore 23.45, “Porta a Porta, Speciale Omicidio Melania”.
Rai due: ore 21.15, “Inside Out”; ore 23.30, “Happy Town”.
Rai tre: ore 21.15, “Hotel Patria”; ore 23.00, “Sfide”.
Rete quattro: ore 21.05, “Benessere, il Ritratto della Salute”; ore 23.30, “il Socio”.
Canale cinque: ore 21.00, “Fratelli Detective”; ore 23.30, “un Ciclone in casa”.
Italia uno: ore 21.15 “Tamarreide”; ore 23.00, “Nip/Tuck”.
Reputiamo obbrobrioso che nessuno dei sei principali canali televisivi della nostra Repubblica (e sottolineiamo “nostra”, e sottolineiamo “Repubblica”) abbia trasmesso un programma di approfondimento sul referendum.
Con uno sforzo, capiamo Mediaset, azienda privata di proprietà di colui che invitava gli Italiani a disertare le urne. Ma “mamma Rai” è in-gius-ti-fi-ca-bi-le.
Con tutto il rispetto per Melania e per la sua misteriosa morte, ieri, la seconda serata (almeno la seconda serata) di Rai uno, sarebbe dovuta essere tutta dedicata
al referendum (a prescindere dal risultato). E non è un’opinione nostra, bensì un dovere della Rai nei confronti di chi ogni anno versa nelle sue casse fior di quattrini.
Ci chiediamo il perché: perché non riusciamo a capire né a fare finta di niente.
Ci chiediamo il perché: e l’unico perché che ci giunge alla mente è una parola che ci fa paura.
Ebbene sì, abbiamo paura.
I giovani de La Destra sono scesi in campo per dire sì all’acqua pubblica, per continuare il nostro progetto, denominato H2o, creato nel 2006 e per invitare i cittadini ad andare a votare.
L’acqua è un bene di tutti, non è la solita retorica politica, ma una denuncia di chi vuole lucrare ai danni dei cittadini, che lavorano onestamente e non hanno alcun diritto a vedere la metà dello stipendio impegnato per pagare le bollette dell’acqua, sempre più care e sempre più gravose per il bilancio familiare già provato dalla crisi economica.
Parliamo di cose concrete: nel 2009 Il Secolo XIX già denunciava un aumento del prezzo dell’acqua del 9.1% a Genova e dell’8.2% a La Spezia, aumenti nettamente superiori alla media nazionale (5.4%).
Se non bastasse analizziamo una bolletta del savonese: l’acquedotto è di proprietà dell’Unicredit, che di pubblico non ha nulla, l’acqua ha persino un costo ragionevole (0.40€/metro cubo), ma a gravare sul cittadino ci sono le quote fisse (7€ in media), le spese di depurazione e i servizi ambientali (5%), insomma se non si aprisse mai il rubinetto la bolletta sarebbe sempre e comunque di circa 10€.
Solo lo Stato può garantire determinati servizi (depurazione e servizi ambientali) a costi ragionevoli perché il suo obiettivo non è “spremere” il cittadino per guadagnarci il più possibile, ma fornire quei servizi essenziali a cui ognuno di noi ha diritto.
Agli imprenditori lasciamo la produzione e la commercializzazione dei beni tangibili, allo Stato lasciamo l’acqua!
Sul nucleare la nostra posizione è chiara: sì alla abrogazione, perché ancora una volta guardiamo al portafoglio del cittadino, la costruzione di centrali nucleari di ultima generazione ha dei costi eccessivi.
Meglio investire i soldi pubblici nelle energie alternative, la nostra regione, è molto ventosa ed è luogo ideale dove far sorgere parchi eolici; per non parlare del più accessibile fotovoltaico, i nostri consiglieri comunali si battono da sempre per l’installazione sui tetti delle case dei pannelli solari per coprire il fabbisogno energetico ottenendo anche un sensibile risparmio in bolletta.
L’impegno deve andare a ridurre i costi e la burocrazia per l’installazione di queste preziosi energie alternative.
E poi qualcuno si è chiesto quanto ci costerà lo smaltimento delle scorie delle centrali nucleari?
Insomma va da sé che la risposta all’approvvigionamento energetico nazionale non può essere quella del nucleare, troppo costosa e incapace di dare benefici nel breve periodo.
I giovani de La Destra sono scesi in campo in difesa dell’acqua pubblica con una serie di volantinaggi, dimostrazioni e l’affissione di numerosi striscioni su tutto il territorio regionale per invitare la cittadinanza ad andare a votare 2 SI ai referendum sull’acqua previsti per il 12 e 13 di Giugno.
Questa mobilitazione è solo l’ultima di una lunga serie inaugurata nel 2007 con la costituzione del “Progetto H2O”, un osservatorio nato in seno al nostro movimento che si batte contro ogni tentativo di privatizzazione dell’acqua e delle reti idriche.
Nella nostra provincia la scorsa notte è stato affisso uno striscione sotto ai portici di Imperia (fianco Oviesse) che recita “giù le mani dall’acqua – vota 2 SI per l’acqua pubblica” e sono state lasciate locandine galleggianti con il medesimo testo nella fontana di Via Canepa a Diano Marina.
Affermare che l’acqua è un bene di tutti non è la solita retorica politica ma una sacrosanta denuncia contro chi vuole speculare su un bene che per definizione è pubblico e rappresenta una risorsa indispensabile per vivere.
Se ci basiamo sul principio che l’acqua è un bene paragonabile in ogni sua forma all’aria che respiriamo, possiamo facilmente dedurre che la privatizzazione, ma soprattutto, la speculazione è un atto contro i diritti fondamentali naturali e giuridici dell’uomo.
Inoltre, con l’ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico, i cittadini dovranno pagare bollette sempre piu care e gravose per il bilancio familiare già provato dalla crisi economica.
Riteniamo che solo lo Stato possa garantire determinati servizi come quello idrico a costi ragionevoli perché la sua funzione non è quella di lucrare sugli utenti per trarre un utile bensì quella di fornire un servizio ai propri cittadini.
Ai privati lasciamo la produzione e la commercializzazione di beni tangibili e la gestione di servizi di altra natura. L’acqua rimanga in ambito pubblico!
GIOVENTU ITALIANA IMPERIA
Movimento Giovanile de “La Destra”
Tel 366.4052259
Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia […], cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra di loro, o con gli adulti […] e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e della procreazione”. Così è scritto sul quotidiano “la Repubblica” in un articolo del 19 marzo 1985. Le parole sono niente popò di meno che di Nichi Vendola.
Vedi Nichi, nemmeno con il maggior sforzo di materialismo che possiamo fare, noi riusciamo ad immaginare “il diritto” di un bambino ad avere rapporti sessuali con un adulto o il “diritto” di un adulto di avere rapporti sessuali con un bambino. E, detto per inciso, caro Nichi, un bambino non ha la forza per essere libero di decidere.
Vedi Nichi, questo non è radicalismo: questo è un abominio.
Vedi Nichi, noi, comunque, vogliamo tenerci accesa una fiaccola di speranza, come quella del nostro simbolo: vogliamo sperare che tu abbia inteso la parola “sessualità” con un significato più ampio di quanto a noi sembri.
LA DESTRA-GIOVENTU' ITALIANA GENOVA
Chiara Vignoli a Stellanello e Matteo Scelti a Castelbianco hanno preso parte ai primi consigli comunali nei rispettivi paese tenendo alta la bandiera de La Destra e chiarendo fin dal principio che il loro sarà un impegno totale e attivo nei confronti dei rispettivi elettori e di tutti i cittadini.
Lungi da loro il non interessarsi della realtà locale e fregiarsi del solo “titolo2 di consigliere comunale hanno già dichiarato la loro intenzione di collocare delle bacheche nel paese per rendere noto ai cittadini ciò che faranno in consiglio e per creare un legame diretto con la cittadinanza.
La collaborazione con la maggioranza sarà massima sui temi condivisi, ma certo non verranno meno le istanze puramente sociali de La Destra e soprattutto l’impegno per i giovani, soprattutto a livello di possibilità lavorative in loco.
Alla luce delle amministrative la Liguria può vantare uno dei risultati migliori in tutta Italia per La Destra, con l’elezione di due consiglieri comunali, nonostante l’involuzione a sinistra di quasi tutto il paese.
La Destra con i suoi successi nei paesi di piccola e media dimensione si conferma un partito vicino al cittadino, un movimento politico che riesce ad instaurare quel dialogo fondamentale tra politica e cittadini.
Il passo successivo sarà estendersi alle città, compito che i militanti de La Destra e Gioventù Italiana sapranno assumersi con impegno ed orgoglio.
LA DESTRA-GIOVENTU' ITALIANA SAVONA
Gioventù Italiana Genova esprime il suo malumore in riferimento alla mostra “Avanti popolo” di palazzo Ducale.
In occasione dell’inaugurazione della mostra, è stata invitata Marta Vincenzi. Non vorremmo essere banalmente provocatori ma non possiamo non chiederci: “si sarebbe potuta tenere una manifestazione simile, ma con colori diversi? E, se si fosse potuta tenere, la Sindaco sarebbe stata presente all’inaugurazione?”. Non vogliamo proseguire, per carità.
Il nostro malumore, comunque, non deriva tanto dalle parole di Marta Vincenzi, che da qualche tempo a questa parte non hanno più bisogno di nessun commento, quanto invece dalla non troppo chiara provenienza dei fondi con cui la kermesse è stata pubblicizzata e finanziata. Non crediamo, infatti, che sia opportuno (né democratico) fruire di denaro pubblico per le manifestazioni (ma sarebbe forse meglio dire “convegni”) politicamente schierate.
E' particolarmente triste dover registrare già il giorno successivo alle elezioni le prime critiche ingiuste e senza alcun fondamento da parte di uno pseudo giornalista, firmato R.T., su un
quotidiano on line del savonese.
L'autore del "pezzo", che non ha neanche avuto il coraggio di firmarsi, attacca La Destra, accusandola di non essere stata in grado di trovare un candidato locale, ebbene la scelta della
candidatura di Chiara Vignoli è maturata dopo aver studiato la realtà di Stellanello con il nostro coordinatore di zona, che da ormai venti anni conosce l'entroterra di Andora.
Inserire un candidato esterno al paese permette di affrancassi da piccole faide e "questioni familiari" a cui si fa riferimento anche nell'articolo di R.T.
Il signor giornalista afferma di non essere stato in grado di reperire l'elenco dei candidati, ebbene si conferma che il signore in questione non eè mai stato a Stellanello in campagna elettorale
altrimenti avrebbe potuto notare i manifesti elettorali di Chiara Vignoli con punti focali del suo programma e tanto di contatti telefonici e mail per chiarimenti, ma bastava che il signor R.T.
aprisse internet e digitasse "elezioni Stellanello" e sarebbe apparsa la lista dei candidati in appoggio alla Dottoressa Vignoli.
L'utilità per la comunità sarà sotto gli occhi di tutti fin dal primo consiglio comunale, il programma elettorale parlava chiaro, energie alternative, manutenzione delle strade, assegno alle
famiglie che hanno bambini all'asilo, valorizzazione del lavoro del legno e acqua pubblica, ma soprattutto totale disposizione e apertura alla cittadinanza incontrata alla presentazione della
lista presso il ristorante "El Trocadero".
30 cittadini e non un solo voto si sono espressi in favore della Vignoli, forte dell'appoggio di imprenditori locali, la cittadinanza ha scelto, Chiara Vignoli e' pronta alla "scommessa".
“La Destra ha mantenuto la sua parola” così esordisce ed esprime piena soddisfazione per il risultato elettorale, Francesco Gandolfi, segretario regionale del giovanile de La Destra e responsabile delle elezioni nel savonese.
“a Marzo avevamo promesso di ripartire dalle realtà locali, di radicarci e farci conoscere, abbiamo continuato su questa strada e le urne ci hanno premiato garantendo a La Destra di sedere nel consiglio comunale di Stellanello con Chiara Vignoli e Castelbianco con Matteo Scelti.
Sono particolarmente fiero che entrambi gli eletti, di ventidue anni, appartengano a Gioventù Italiana, confermando la piena sinergia e fiducia che esiste tra partito e giovanile e delle percentuali ottenute, degne di nota: Stellanello 6.22%, Castelbianco 13.77%.”
La nostra opposizione sarà responsabile e costruttiva, porteremo avanti le istanze de la destra sociale, ma soprattutto quelle che sono le richieste fatte dai cittadini in campagna elettorale.
La voglia di rinnovamento e coscienze nuove in politica ha premiato i nostri ragazzi che senza timore si sono messi in gioco e hanno fatto campagna elettorale in prima persona.
Un particolare grazie da parte del leader de La Destra savonese, Alberto Viola, a tutti i militanti, candidati, coordinatori di partito e a tutti gli elettori che ci hanno dato fiducia e che non saranno traditi.
Piena soddisfazione anche da parte del segretario regionale Mammi per “la coppia” Viola-Gandolfi.
La Destra
Sabato su un giornale on line di Savona è apparso un articolo che condannava l’esposizione del nostro striscione alla cancellata del liceo classico Chiabrera dopo le polemiche sul concorso indetto a Gennaio.
Gioventù Italiana e I Ragazzi del Manfrei, che ancora una volta sono a far fronte comune per difendere la memoria della Ghersi, trucidata a 13 anni dalla presunta “giustizia partigiana”, in risposta, si sono fatti trovare puntali all’uscita da scuola degli alunni distribuendo volantini con la vera storia della Ghersi per sensibilizzare anche i ragazzi su tematiche storie di fondamentale importanza.
Con il nostro gesto siamo a denunciare la speculazione politica del concorso da parte dell’ANPI in piena clima elettorale e il pericolo per gli studenti stessi di essere oggetto di strumentalizzazioni.
Inoltre non ci spieghiamo il perché si contesti il tema che è stato scelto dalla Consulta provinciale degli studenti, che è un organo che rappresenta democraticamente ogni studente della provincia e la stessa consulta ha approvato il concorso anche con i rappresentanti del Chiabrera stesso.
Gioventù Italiana auspica che tutti coloro a cui è stato negato addirittura il diritto al ricordo possano oggi trovare giustizia o almeno pietà e che cessi ogni loro strumentalizzazione a fini elettorali.
Purtroppo ci rendiamo conto che la verità storica non interessa a certe associazioni tuttavia siamo convinti che con il 15 di Maggio ogni forma di interesse per il concorso del Chiabrera e per la vicenda della Ghersi cesserà bruscamente e solo noi, Gioventù Italiana e Ragazzi del Manfrei rimarremo a ricordarla e a sensibilizzare i giovani sulla sua storia.
Francesco Gandolfi, segretario provinciale Gioventù Italiana SV con La Destra
I militanti di Gioventù Italiana si sono mobilitati, su richiesta di alcuni ragazzi della scuola stessa, per dire la loro in merito al concorso bocciato dal liceo Chiabrera.
È vergognoso quanto inaudito che si voglia continuare a tenere nascosto un delitto come quello della Ghersi, uccisa all'età di 13 anni per mano dei cosiddetti fautori della libertà della nostra nazione.
Gioventù Italiana si allinea in tutto e per tutto con “I Ragazzi del Manfrei” e fin da ora dichiara la mobilitazione regionale se si deciderà di organizzare una manifestazione in ricordo della Ghersi,come quella del 2010 a cui Gioventù Italiana non ha fatto mancare la sua presenza.
È necessario cambiare la cultura del nostro paese a partire dalle scuole, rendendole vere sedi di cultura e non di manipolazione della storia, come nel caso della Ghersi.
È intenzione della Segretario provinciale Gioventù Italiana cambiare il nome della propria comunità militante in Giuseppina Ghersi, per diffondere la sua memoria tra i giovani che si approcciano alla politica.
Tutto questo non è revisionismo, come sostiene Bruno Marengo, presidente ANPI provinciale, ma semplice onestà intellettuale e amore per la verità, che purtroppo sembra mancare ancora oggi.
Francesco Gandolfi
Segr. Provinciale Gioventù Italiana
Eccoci al 66^ 25 aprile dal 1945 ad oggi.
Come ogni anno noi di Destra siamo oggetto di polemiche e attacchi a 360 gradi da parte di chi è rimasto fermo al 1945 o alla violenza degli anni '70.
Noi di Destra festeggiamo questa ricorrenza per ricordare tutti i caduti della seconda guerra mondiale senza badare alla divisa che indossavano, ma rivolgiamo il nostro pensiero soprattutto a coloro che sono stati dimenticati dai libri di storia e di cui è stata infangata la memoria.
Facciamo appello a tutti i cittadini per respingere quelle posizioni, come quella di Andrea Viola e Marco Traverso, esponenti dei "comunisti sinistra popolare" che equiparano la lotta partigiana al glorioso Risorgimento, che criticano l'intitolazione di via e piazze a caduti di Destra in scontri e disordini pubblici mentre le nostre città pullulano di vie e targhe dedicate a caduti partigiani: insomma a quanto sembra la democrazia e l'equità vale solo per loro "pseudo comunisti" mentre per gli altri vale un sistema di leggi ad hoc, anzi come piace dire a loro, “ad personam”.
Solo se ricorderemo ogni evento storico senza polemiche e faziosità potremo garantire un "sol dell'avvenir" ai nostri figli.
Francesco Gandolfi
Candidato Consigliere Comunale con La Nuova Destra Savonese a Savona
Candidato Consigliere Comunale de La Destra a Balestrino
Alessio Fanciulli, “23 anni” laureando in Scienze Politiche e dell’Amministrazione, è il candidato sindaco de La Destra per Testico.
Fanciulli, che collabora ormai da mesi con noti autori e attori di “Zelig”, ha accettato la candidatura con estremo entusiasmo e impegno, mettendo al primo posto del proprio programma l’essere a disposizione di ogni cittadino per segnalazioni e chiarimenti sul programma.
“Per essere un buon amministratore bisogna essere tra la gente senza timori né vergogne, ascoltare i problemi e partire dalle piccole cose, come i dossi artificiali per far rallentare le macchine che arrivano sempre troppo veloci nel centro del paese” dice Fanciulli.
Fanciulli coadiuvato dalla sua squadra si impegna per puntare sull’eco-sostenibilità come pannelli solari per la produzione di elettricità e sul mantenimento dell’area verde circostante, potenziando la raccolta differenziata, per esempio introducendo il ritiro porta a porta.
Il laureando non trascura comunque gli aspetti tipicamente della vera destra sociale di tradizione missina come l’impegno per il mutuo sociale e l’acqua pubblica.
“La vera forza” conclude il giovane candidato “è nella piccola dimensione del paese, che permette che le decisioni siano prese insieme alla cittadinanza in un contesto di dialogo e democrazia”.
L’appuntamento per la presentazione della lista e del programma è prevista per Sabato 30 aprile ore 19.30 presso il ristorante “U Baccan” a cui è invitata tutta la cittadinanza.
I candidati al consiglio comunale sono: (in ordine alfabetico) Christian Castiglione, 35 anni, imprenditore; Alessio Faggioni, 31 anni, ragioniere; Pierluigi Frangione, 40 anni, ispettore di Polizia; Ernestina Martinez Garcia, 28 anni, impiegata; Luisella Porta, 47 anni, imprenditrice, Giorgio Romano, 60 anni, pensionato; Hugo Varengo, 28 anni, grafico pubblicitario.
La Destra
Questa notte i militanti della sezione imperiese de La Destra, coadiuvati dai ragazzi di 'Gioventù Italiana', hanno messo in atto una singolare iniziativa: l’affissione su tutte le fontanelle
della città di un cartello con la scritta 'VENDESI' per comunicare alla cittadinanza il concreto tentativo da parte della classe politica di svendere ai privati la gestione dell’acqua e delle
reti idriche al fine di speculare su un bene di vitale importanza fra i più importanti al mondo.
"Con questa azione - si legge nel comunicato - diamo il via alla mobilitazione in vista del referendum indetto per il 12 e 13 Giugno dove invitiamo i cittadini ad andare a votare 2 SI ai
rispettivi quesiti contro la privatizzazione dell’acqua.
La risposta delle urne rappresenterà un grande momento di partecipazione contro quei pochi che vogliono trarre profitti da un bene che, in quanto pubblico, appartiene a tutti!".
www.ladestraimperia.tk.
Gioventù Italiana ringrazia tutti i cittadini di Finale Ligure e Albisola Marina per la grande partecipazione e collaborazione dimostrata in occasione dei due presidi organizzati nei rispettivi comuni per dire no all’arrivo degli immigrati da Lampedusa.
Le firme raccolte da La Destra saranno entro la prossima settimana presentate al sindaco dei due rispettivi comuni, unitamente a una lettera in cui si invita il primo cittadino a spiegare per quanto tempo questi immigrati rimarranno e come si intende provvedere ad una loro evacuazione, che dovrà essere il più veloce possibile.
Accogliere queste persone non è un gesto civile e sociale, ma diseducativo nei confronti di potenziali immigrati, ancora nel loro paese, e costoso per le tasche dei cittadini, dal momento che il mantenimento di costoro grava su tutti noi Italiani, senza considerare poi il danno di immagine che ricavano due paesi che vivono principalmente di turismo, all’alba della “bella stagione”.
Siamo fieri di essere stati indicati da molti cittadini di Finale e Albisola come gli unici che si erigono “a difesa” della cittadinanza senza alcuna strumentalizzazione, dal momento che nessuno dei due paesi è interessato dalle elezioni amministrative di Maggio.
L’apprezzamento espresso dai cittadini ai militanti di Gioventù Italiana ci rende orgogliosi del nostro lavoro di reale vicinanza alla popolazione, segno di una vera Destra sociale, che va verso il domani, orgogliosa del proprio passato.
Gioventù Italiana apre ovviamente le porte a tutte le forze politiche che condividono questa posizione per scendere in piazza insieme in caso di “nuovi arrivi”.
Francesco Gandolfi
La Destra dice nò all’arrivo degli immigrati di Lampedusa ad Albisola e Finale Ligure.
La Destra organizzerà due banchetti Sabato 2 Aprile incrocio via Garibaldi, via Pertica, via Rossi a Finale Ligure dalle ore 15 alle 19.30 e Domenica 1 Aprile sulla passeggiata degli Artisti all’altezza del comune ad Albisola dalle 10 alle 13 per sensibilizzare la cittadinanza e sottolineare agli amministratori locali che i cittadini non vogliono accollarsi gli immigrati giunti a Lampedusa.
La Destra e i suoi militanti non possono tollerare che il problema immigrati sia risolto a spese dei comuni del savonese e della Liguria in generale.
Le ondate di arrivi provenienti dall’Africa mediterranea vanno risolte riportando “a casa” queste persone, dove sicuramente potranno contribuire allo sviluppo e alla ricostruzione del loro paese di provenienza, che tanto necessita di lavoratori e coesione sociale.
La soluzione non è e non può essere “sparpagliare” questi irregolari, perché tali lo sono per come sono entrati in Italia, nei vari comuni italiani, in quanto dannoso per le economie locali e assolutamente diseducativo nei confronti di potenziali immigrati, che vedendo che nulla è fatto in Italia per respingerli, decideranno di partire dal loro paese per raggiungere il nostro lembo di terra più a sud.
Segreteria La Destra SV
A seguito delle dichiarazioni rilasciate sul “Il Giornale”, alcuni giorni fa, da parte del preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova Francesco Surdich, circa la smentita di una ipotetica costituzione di una sede ANPI all’interno della sopra citata università, Gioventù Italiana – con la Destra Genova tiene a puntualizzare la questione.
Il Preside specifica si tratti non della costituzione di una sede (celandosi dietro lo scudo dell’impossibilità giuridica nel realizzarla), ma di una serie di interventi volti a creare una sezione universitaria dell’ANPI grazie all’adesione e collaborazione di rappresentati degli studenti (ad uno di essi, peraltro estraneo alla realtà della facoltà in quanto appartenente a quella di Scienze Politiche, ne è stata affidata la presidenza), di docenti e personale amministrativo appartenenti all’intero ateneo genovese.
Riteniamo che la differenza concettuale e, soprattutto, progettuale, di fatto, non sussista.
Condanniamo in toto l’azione, dettata non da un “pluralismo ed apertura a 360 gradi verso un dibattito culturale” – come afferma lo stesso Surdich – ma altresi’ da uno sterile conformismo ideologico a priori enfatizzato da chi, figlio o nipote di un ’68 di cui non ha mai compreso il fallimento, sventola vessilli ideologici di libertà, diritti e dialogo ma, di fatto, risulterebbe incapace di un confronto storico e culturale serio, onesto, leale.
I fatti recenti ne hanno dato prova: reduci dalla mancata possibilità di partecipazione ad un’assemblea pubblica presso la stessa facoltà nel novembre 2008, quali rappresentanti universitari del movimento giovanile de La Destra chiediamo nella persona della consigliera di facoltà Irene Maniscalco, allo stesso Preside l’intitolazione di una targa, entro il dipartimento di storia moderna e contemporanea, dedicata ai combattenti e caduti liguri dell’RSI o a vittime locali dell’odio rosso quale, in primis, il giovane missino Ugo Venturini.
Qualora la risposta risultasse positiva, saremmo lieti di esserci sbagliati e di constatare l’effettiva sussistenza di una volontà di revisionismo storico anche e finalmente fra le rosse mura di tale facoltà. Altrimenti, rebus sic stantibus, solo parole.
Genova, 11 marzo 2011
Segreteria provinciale Gioventù Italiana – con La Destra Genova, dipartimento scuola e università.
La prima riunione di Gioventù Italiana Savona del 24 febbraio è stata l’importante occasione per porre le basi per la ricostruzione del giovanile de La Destra e per stabilire gli obbiettivi per il 2010, elezioni comunali n primis e tesseramento di nuovi militanti.
Come ha sottolineato il segretario provinciale de La Destra, Alberto Viola “Gioventù Italiana costituisce l’asso nella manica del partito” è per questo quindi che la militanza e la partecipazione alle iniziative del partito sono fondamentali.
L’aiuto anche minimo che ciascun militante può dare significa possibilità di successo e crescita per il partito e i valori in cui crediamo.
Non perdere l’occasione e contribuisci attivamente a riportare i veri valori e la salvaguardia delle realtà locali nella politica: aderisci a Gioventù Italiana.
Francesco Gandolfi
(Segr.prov. Gioventù Italiana Savona)
Il 6 novembre 2010 è una data da segnare nel annuario delle grandi giornate de La Destra. Un popolo che non ha mancato di farsi sentire, forte più che mai, capace ancora di emozionare e di
emozionarsi nelle parole dei suoi Leader.
E' stata una giornata come poche altre. Tante bandiere italiane, tanti slogan e tanti applausi, le parole del nostro Segretario Storace ci hanno dettato la strada, il cammino futuro. Quelle del
nostro Presidente Buontempo ci hanno confortato e ci hanno dato quella grinta in più per sentirci a casa, nella nostra unica e univoca idea.
Ci siamo tastati e il riscontro è stato grandioso. Il partito c'è, e ha voglia di lottare e di non lasciare nulla al caso.
Abbiamo opportunità che non spesso si ripresentano e che dobbiamo essere in grado di saper cogliere al volo, un carpe diem che non possiamo lasciarci scappare.
Noi dobbiamo mettercela tutta per riportare la Destra laddove ancora manca, nelle città che non ci hanno ancora conosciuto e nelle istituzioni da dove ci hanno voluto allontanare. Per paura
direi, per timore sicuramente.
Non chiediamo un posto per noi, chiediamo una rappresentanza per le nostre idee, con il nostro simbolo e con le nostre bandiere, senza forzarci dentro a contenitori che alcuni osannavano come
l'avvento di una nuova fase della politica italiana e che oggi si dimostrano, così come avevamo predetto, il fallimento e la tomba di ogni speranza per il nostro paese, per il nostro
governo.
Ora non è il tempo di dire “noi avevamo ragione” l'abbiamo avuta e ci accontentiamo di esserne convinti.
Dobbiamo riaccendere subito la macchina elettorale, quella che serve per portare le nostre proposte anche al di fuori delle sezioni e delle sedi, fra la gente di tutti i giorni, fra i lavoratori
e i disoccupati, fra i pensionati e i giovani, con le loro speranze e i loro impegni, la loro voglia di reagire.
Quella voglia di reagire che tutti noi sentiamo e che dobbiamo concretizzare con le percentuali, gli eletti, le rappresentanze, quelle che servono a farci sentire e a battere il pugno sul tavolo
quando la nostra storia viene infangata, derisa, denigrata. Quando si favoriscono gli immigrati a dispetto degli Italiani, la dirigenza Fiat a dispetto dei suoi lavoratori, gli interessi delle
lobby contro quelle del popolo.
Ora che il partito ha dimostrato di esserci combattiamo per esso. Lasciamo perdere polemiche, strutture e alchimie filosofiche. Noi non siamo istituiti di ricerca a cui affidare le proprie
speranze con il “sondaggione”. I voti vanno cercati primi di tutto, dopodichè vanno sudati, uno a uno, come a rappresentare un popolo in marcia che nel suo cammino trova e aggiunge altri amici,
altri guerrieri della fede.
Cari amici de La Destra e di Gioventù Italiana, la fuori c'è un paese che ci chiama, non lasciamoci attendere.
Gianni Musetti
Segretario Nazionale di Gioventù Italiana
23 ottobre 1956. A Budapest migliaia di manifestanti scendono in strada in segno di solidarietà con l’immensa protesta di operai e studenti Polacchi repressa col sangue un mese prima. Viene abbattuta la statua gigante di Stalin nel parco municipale.
Il numero uno del Partito Comunista parla alla radio: insulta gli studenti e gli operai,respinge le loro richieste, infine ordina alla polizia politica di sparare sulla folla ammassata davanti al palazzo della radio.
Muoiono in 12. I manifestanti si impadroniscono delle armi di decine di poliziotti che non oppongono resistenza. Nella notte i blindati della 92ma divisione dell’Armata Rossa entrano a Budapest. Il 25 ottobre, inizia la rivolta in altre dieci città, cinque radio clandestine trasmettono nel paese, vengono distribuiti giornali clandestini e sono costituiti alcuni consigli di fabbrica.
Una settimana dopo i blindati si ritirano dalla capitale. Mosca invia finti negoziatori i quali, per guadagnare tempo, assicurano che l’Armata Rossa sta lasciando il paese. Dopo quattro giorni, invece, i carri armati sovietici entrano a Budapest, la gente si difende con armi leggere e bottiglie molotov. I combattimenti continuano fino al 9 dicembre. Il 12 dicembre, quando viene istituita la legge marziale, i lavoratori proclamano uno sciopero generale, che durerà fino al 13 gennaio, giorno in cui verrà decisa la pena di morte contro tutti gli scioperanti.
Il 27 Marzo il primo ministro si reca in Unione Sovietica per rendere omaggio all’intervento russo, verranno firmati gli accordi per lo stazionamento delle truppe sovietiche in Ungheria .
A 54 anni da quei fatti Gioventu Italiana Liguria vuole ricordare quei giovani che sono stati esempio per l’ Europa.
Avanti ragazzi di Buda
avanti ragazzi di Pest!
Hugo Varengo
Gioventù Italiana con La Destra Liguria
Genova – Il movimento politico La Destra Genova unitamente al suo movimento giovanile Gioventù Italiana Genova c.l.d., nella persona del suo Consigliere Comunale Gianni Bernabò Brea, a seguito
della protesta degli ambulanti contro lo “stop” forzato al mercato del mercoledì e del sabato a Sestri, esprime la propria piena vicinanza agli stessi.
“Il numero elevato di banchi ai quali è impedito di lavorare –si legge in una nota del consigliere- rappresenta l’altrettanto numero di famiglie che vive di tale lavoro e che vengono praticamente
messe in ginocchio non solo dall’alluvione del 4 ottobre u.s. ma anche dall’ordinanza del Comune che vieta lo svolgimento del mercato in Via Soliman/Via Merano”.
Lo stesso Consigliere si associa a quanto proposto dagli ambulanti attraverso l’Aval, di poter spostare i banchi in Via Catalani, certamente zona meno periferica di Via Siffredi, proposta,
invece,dalComune.
La violenza di una calamità naturale come appunto l’alluvione, aggravata da pesanti condizioni idrogeologiche a causa della noncuranza da parte di chi vi è preposto, non devono colpire ancor più
i lavoratori di un settore già pesantemente gravato dalla crisi economica.
Gioventù Italiana c.l.d. è pronta a scendere in piazza a difesa di tali cittadini e di un diritto tanto “sbandierato” dagli slogan dell’attuale e della passate giunte comunali di centro sinistra,
ma di fatto poco tutelato: il diritto al lavoro!
19/10/2010
Irene Maniscalco (resp. Reg. GI c.l.d. Liguria)
Andrea Bazzurro (resp. Prov. GI c.l.d. Genova)
Paolo Boz (GI Genova)
Un’ondata di dolore, paura e panico ha travolto in questi giorni il ponente genovese.
La viabilità di Sestri Ponente è chiusa al traffico, le strade chiuse dalla polizia municipale per consentire la rimozione di fango e detriti depositati sulle vie ed all’interno di esercizi commerciali e fondi abitativi, attualmente in ginocchio.
Interrotta la linea ferroviaria Genova-Ovada nella tratta Borzoli-Campoligure e gli abitanti lamentano il caos più totale nella gestione dei mezzi di trasporto pubblici sostitutivi.
A Cornigliano parte dei danni provocati dal Polcevera sarebbero stati causati anche da un persistente accumulo nel tempo di materassi da parte dei rom davanti ad un canale di scolo delle acque del fiume.
Il canile del Monte Gazzo è isolato.
Dove sono stati dislocati i numerosi agenti che il Comune ha dichiarato essere in servizio? Perché con un allerta meteo di grado 2 i reperibili della protezione civile per il monitoraggio dei corsi d’acqua sono stati chiamati in servizio solo a mezzanotte e solo in minima percentuale?
Il problema non era nella disponibilità degli operatori, bensì nelle disponibilità economiche. Ma i soldi per pagare consulenti esterni al comune o per finanziare lo studio, ad esempio, del “ululone dal ventre giallo” si son sempre trovati.
Nel tale frangente, il Sindaco Marta Vincenzi è impegnata a Bruxelles, impossibilitata a rientrare a Genova e minimizza i disagi subiti dai cittadini con ridicoli proclami su ipotetici meriti della giunta quali, ad esempio, pianificazioni urbanistiche ed interventi di manutenzione di manti stradali e tombini mai ultimati. L’immediata visita nel capoluogo ligure del sottosegretario Guido Bertolaso è stata invece la prova dell’attenzione del Governo al problema.
Il movimento politico La Destra, specie nella persona del Consigliere Comunale Gianni Bernabò Brea, assieme a Gioventù Italiana c.l.D., chiede al Vicesindaco e Assessore alla mobilità Paolo Pissarello ed alle Istituzioni competenti un aiuto concreto alla città ed agli altri territori liguri colpiti dall’ampiamente previsto nubifragio.
Se piove non è colpa dei Sindaci, né del centro destra né del centro sinistra.
Ma cogliere l’occasione di un disastro stimato ad oggi alcuni milioni di euro per fare una propaganda unilaterale risulta, quantomeno, di scarso senso civico.
Irene Maniscalco
Segretaria Regionale ligure
GIOVENTU’ ITALIANA con la Destra
COMUNICATO sui fatti del 30 giugno 1960
La vergogna è servita. Non sono bastati cinquant’anni di misfatti, menzogne e violenze. La sinistra continua a spadroneggiare a Genova: il 30 giugno 1960, nel capoluogo ligure, abbiamo assistito a una pagina di storia di pura vergogna, con migliaia di esaltati portuali comunisti, molti ex partigiani, e altri delinquenti della sinistra extraparlamentare, che hanno duellato in maniera del tutto illegale con gli appartenenti alle forze dell’ordine, che cercavano di impedire un loro assalto ai delegati missini. Un congresso, quello dell’allora Msi, legittimato a tutti gli effetti, visto che si trattava di una forza parlamentare, presente a Camera e Senato con oltre cinquanta esponenti.
E invece le forze violente della sinistra, che era anche ben legittimata nei banchi del parlamento, aveva deciso di imporre la sua verità, la sua forza.
A distanza di mezzo secolo nulla è cambiato: per fortuna i comunisti non sono più la seconda forza del paese, ma non ci sono nemmeno più i missini. Noi de La Destra – Gioventù Italiana vogliamo ricordare quei delegati missini, costretti ad asserragliarsi in un hotel lontano anni luce dal centro città a sfuggire alle aggressioni dei cosiddetti “democratici di sinistra”. Solidarietà anche a quegli appartenenti delle forze dell’ordine, che ci rimisero un braccio, la faccia e le arti dei piedi grazie alla furia cieca dei rossi.
La Destra – Gioventù Italiana Liguria